Castel Volturno, in provincia di Caserta, continua a essere teatro di partite a scacchi fra poteri (leciti ma anche non) spesso impattanti sulla vita reale di un’intera popolazione. Da tempo è nota la vicenda di Bagnara, frazione nata a seguito di maxi sanatorie edilizie, salvo “dimenticare” di mettere in sicurezza la zona con le necessarie infrastrutture: in primis una scogliera artificiale antimareggiate. C’è poi la questione immigrazione, inevitabile data la massiccia presenza di extracomunitari (prevalentemente africani) in zona, passando per Pinetamare, la Darsena e tutta una serie di questioni che, agli occhi di molti, sembrano star a cuore alla politica solo in periodo elettorale.

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Parco Saraceno, la nuova frontiera

La nuova frontiera della partita a scacchi sembra poter diventare il destino del Parco Saraceno. Abbiamo sentito, a proposito di questa zona tristemente famosa in quanto ritenuta crogiolo di ogni male, l’ex candidato sindaco Ciro Scocca, attivista storico sul territorio con la sua associazione Res: “Il Parco Saraceno è conosciuto per essere la zona più degradata di Castel Volturno ma è al centro di un’ennesima speculazione”, ha spiegato Scocca che è quindi entrato nel dettaglio: “10-15 anni fa, una settantina di persone (20 famiglie circa) hanno avuto regolare residenza a Castel Volturno nel Parco Saraceno, per cui non si può parlare di occupanti abusivi.

Ora il Comune ha intenzione di sfrattare tutta questa gente perché, dicono, l’intera zona è pericolante. Ma allora, se è vero che c’è pericolo al Parco Saraceno, perché non evacuare anche Bagnara che, come noto, è tutto meno che sicura? Perché proprio il Saraceno? Forse il Comune e i Coppola (storici costruttori della zona) hanno intenzioni diverse per l'area?”.

Chi vive nel Parco Saraceno?

Ma chi sono queste persone che vivono nel Parco Saraceno? “Si tratta – ha spiegato Scocca – di famiglie indigenti, tanti sono ex detenuti per piccoli reati che non vogliono perdere la loro casa per paura di passare di nuovo dalla parte sbagliata, finendo ancora una volta in carcere. La camorra segue con interesse l’evolversi della situazione perché pensa di trovare facile manovalanza tra queste persone che, invece, dobbiamo salvare”.

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Ma come? “Abbiamo individuato e proposto al Comune e al sindaco Russo – ha proseguito Scocca - una serie di strutture confiscate alla camorra che potrebbero essere messe a disposizione di questi cittadini, se perdessero la loro casa. Purtroppo però anche attorno ai beni confiscati c’è parecchio interesse e altre associazioni sembrano avere altri programmi. Al momento, dunque, dovrebbero andare a finire in mezzo alla strada, cosa che dobbiamo assolutamente evitare”.

Si temono scontri

Tra oggi e domani potrebbero esserci novità in una situazione che rischia anche di degenerare. Il timore, infatti, è che lo sfratto possa essere eseguito con maniere forti dalle Forze dell’Ordine, nei confronti di cittadini italiani regolarmente residenti ma percepiti come una minaccia alla sicurezza dell’intera comunità. L’associazione Res, ha assicurato Scocca, sarà presente in ogni caso. Certo, qui non si parla di persone ricche, con lavori sicuri o posizioni consolidate, ma descriverle unicamente come ladri di corrente (come pure è stato fatto) se è sbagliato per i Rom o per altre etnie, lo è anche per chi oggi vive – magari perfino onestamente pur se tra prostituzione, droga e quant’altro come pure altrove capita - nel bistrattato Parco Saraceno di Castel Volturno.