La giovanissima assassina si chiama Lisa Borch ed era stata lei stessa, nell’ottobre scorso, ad avvisare la polizia di aver trovato il corpo della madre in un lago di sangue. Condannato insieme a lei l’uomo molto più grande a cui si era legata, Mohammed Abdullah Bakhtiar, che viveva in un campo per rifugiati vicino alla casa della ragazzina. Sul luogo del delitto sono state rivenute le sue impronte digitali. Si sospetta che i due volessero raggiungere lo Stato Islamico.

Il ritrovamento del cadavere e le scoperte degli inquirenti

La vittima, Tine Römer Holtegaard, era una pittrice 40enne che abitava nel piccolo paese di Kvissel assieme ai figli e al marito, patrigno di Lisa.

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E’ stata uccisa con 20 coltellate, 20 come il numero di volte che, prima dell’omicidio, la figlia 15enne aveva visto su YouTube i video delle decapitazioni degli ostaggi inglesi David Haines e Alan Henning, l’ingegnere ed il cooperante uccisi rispettivamente nel settembre e nell’ottobre dello scorso anno in Siria da Jihadi John, terrorista dell’Isis dall’accento britannico.

E' stata proprio Lisa a chiamare la polizia, dicendo di aver trovato il madre in un lago di sangue, dopo aver sentito le sue urla. La ragazzina ha anche detto di aver visto un uomo bianco che scappava dall’abitazione. Gli inquirenti hanno riferito che quando sono arrivati sul posto, la 15enne sembrava del tutto disinteressata a quanto era successo e stava seduta sul divano intenta a guardare video su YouTube. La sua versione dei fatti non li ha convinti ed esaminando il computer di Lisa, hanno scoperto le sue macabre e continue visualizzazioni delle ore precedenti. Inoltre sono state trovate le impronte digitali del fidanzato 29enne di lei, Mohammed Abdullah Bakhtiar, per far fuggire il quale la ragazzina avrebbe chiamato un taxi, come hanno rivelato i tabulati telefonici.

Nel sangue della vittima, invece, sono state trovate tracce di sonniferi, probabilmente somministrati la sera precedente.

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L’ossessione di Lisa per l’Isis e l’omicidio della madre

Il rapporto tra Tine e sua figlia era tesissimo, perché la donna non approvava la storia della ragazzina con l’iracheno di idee islamiche radicali e voleva che lo lasciasse. Le autorità sospettano anche che i due fidanzati avessero intenzione di partire per combattere il jihad nello Stato Islamico. Il delitto della madre dell'adolescente è maturato così, anche se non si sa chi l'abbia uccisa materialmente: i due giovani hanno continuato a lanciarsi accuse reciprocamente. Alla fine, a Lisa sono stati comminati 9 anni di reclusione (uno da trascorrere in una struttura per minorenni) e a Mohammed Abdullah 13, scontati i quali scatterà l'espulsione dalla Danimarca.