Terribile l'esperienza di Laura Stuardo (53 anni), soprattutto se poi l'aguzzino potrebbe essere il suo stesso compagno. Nonostante tutto, possiamo dare un lieto fine a questa storia. Laura è stata spinta giù da una nave da crociera su cui era a bordo, il fattaccio è accaduto a Luglio nei pressi del porto di Flam in Norvegia. Il coma, poi il risveglio e le dichiarazioni della donna: "Io e il mio compagno abbiamo litigato-ha detto-poi il buio".

Laura, una storia di maltrattamenti

Dopo l'incidente, Giovanni Pia (55 anni), il compagno di Laura, ha chiesto ai medici di staccare la spina dei macchinari che la tenevano in vita.

Al momento le forze dell'ordine stanno indagando per tentato omicidio. Laura Stuardo, di professione funzionario di banca, ha un divorzio alle spalle. Conobbe Giovanni e si misero insieme, l'uomo però si dimostrò essere una persona violenta, tanto da cacciare di casa la donna e la figlia di lei. Furono costrette a stare fuori casa.

Nonostante tutto tornarono insieme

Laura, oramai esasperata, decise di presentare denuncia ai carabinieri per maltrattamenti. Evidentemente, i due si chiarirono momentaneamente, in quanto quest'estate erano insieme. Dopo il volo dalla nave, la donna è rimasta in coma per 2 mesi. Umberto Stagno, l'ex marito della Stuardo, ha dichiarato: "Non ha memoria di ciò che accadde, ma Laura mi ha detto che non vuole più rivedere quell'uomo (Giovanni)". La donna è caduta in mare da 35 metri, in seguito sono arrivati i soccorsi.

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Da quell'altezza l'acqua è dura come l'asfalto ed anche gli organi interni sono rimasti danneggiati. E' stata più volte operata in Norvegia. Infine, anche se ancora incosciente, è stata trasferita a Torino, dove si è fortunatamente risvegliata ed ha cominciato a ricordare.

Le dichiarazioni di un testimone

Un membro dell'equipaggio della Costa Fortuna, la nave su cui erano Laura, la figlia e Giovanni Pia, ha a dichiarato di aver sentito un violento litigio proveniente dalla cabina del ponte 10 e, affacciandosi, ha visto la donna cadere in acqua. Da quello che si è compreso, al momento dell'incidente, Laura e Giovanni erano da soli, non c'era nessun altro con loro. Ella stessa ha affermato: "Non volevo affatto suicidarmi". L'ormai ex compagno della donna lavora in una tabaccheria torinese, assieme al figlio. La relazione con la funzionaria di banca iniziò nel 2007, più volte aveva alzato le mani su di lei.