Una tragedia che si ripete. Quasi ogni anno il sacro pellegrinaggio verso la Mecca, viaggio che ogni buon musulmano deve compiere almenouna volta nella vita, come comanda il corano, finisce in tragedia. Quest'anno tuttavia il numero dei morti è, purtroppo, superiore a quello degli anni precedenti: 220 i morti accertati, che probabilmente aumenteranno nelle prossime ore. Tutto avviene stamane, poco dopo le 7. I fedeli si stanno muovendo dai campi della periferia, dove hanno passato la notte, a Jamarat, nella valle di Mina, a circa sette chilometri dalla città sacra della Mecca. In questo luogo simbolico si svolge la "lapidazione di Satana", uno dei più importanti riti dell' hajj.

Nonostante le misure di sicurezza garantite dall'Arabia Saudita all'inizio del pellegrinaggio,  la folla preme senza freni per raggiungere più velocemente il luogo sacro, causando l'orribile morte di centinaia di persone. Una strage che segue di poche settimane quella dell'11 settembre, nel quale una gru precipitò sulla Moschea della Mecca, causando altre centinaia di morti.

"Nemmeno le bestie", commento dell'onorevole Santanché

La deputata di Forza Italia, Daniela Santanchè, ha così commentato l'accaduto :"Nemmeno le bestie. Penso ai loro poveri figli e a quelle povere donne costrette a vivere dietro la vergogna di un velo, penso all’ignobile retorica buonista della sinistra. Rabbrividisco". Parole decise, sicuramente, e una presa di posizione forte contro quella che l'onorevole definisce "una retorica buonista", senza mezze misure.

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Naturalmente questo episodio verrà strumentalizzato dai partiti "anti-immigrazione", che dipingeranno i musulmani come fanatici in preda al delirio.Di vero c'è sicuramente la scarsa capacità organizzativa dell'Arabia Saudita, evidentemente incapace di gestire un numero così alto di pellegrini (tre milioni, secondo una recente stima), ma non si può certo condannare la tradizione musulmana, per la quale il pellegrinaggio alla mecca è uno dei 5 pilastri dell'Islam, insieme alle due testimonianze di fede, le preghiere rituali, l'elemosina ed il digiuno forzato durante il "ramadam" (qui l'approfondimento sul caso accaduto in Cina).