Un milione di euro, è questa la somma che Amanda Knox (28 anni) e Raffaele Sollecito (31) hanno chiesto per aver passato 4 anni in carcere ingiustamente. La Cassazione è infatti stata durissima, dichiarando: "Investigatori e magistrati hanno commesso clamorosi errori e colpevoli omissioni". Amanda, dopo la sua terribile disavventura in Italia, accusata assieme al suo ex fidanzato Raffaele, in un primo momento, di aver assassinato la studentessa inglese Meredith Kercher (22 anni al momento della morte), ora sta pian piano ritrovando la serenità. Al momento svolge a Seattle la professione di giornalista. Dopo la sua assoluzione, ha ringraziato i giudici italiani, affermando: "La consapevolezza della mia innocenza mi ha dato la forza durante i momenti più bui di questo calvario".

Anche Sollecito è stato considerato innocente e, tirando anche lui un sospiro di sollievo e di liberazione, ha affermato: "Sono stato vittima di un clamoroso errore giudiziario".

Caso Kercher: tanti dubbi e poche certezze

Meredith Kercher, è d'uopo ricordarlo, venne uccisa la sera del primo Novembre 2007 a Perugia. L'omicidio avvenne all'interno della casa che la studentessa britannica condivideva con altri studenti. Meredith si trovava nel nostro paese, in quanto stava partecipando ad un progetto Erasmus. La giovane ragazza, per la sua famiglia, è come se fosse stata uccisa due volte. John ed Arline, i genitori della Kercher, stanno vivendo un doppio dolore: non hanno più la loro figlia e, peraltro, hanno visto assolti i due principali accusati dell'omicidio. Per loro, infatti, Amanda e Raffaele sarebbero i reali assassini della ragazza. 

Gravi errori durante le indagini

Abbiamo parlato prima di errori durante l'inchiesta, ma quali sarebbero di preciso? In primis, le prove compromesse.

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La Cassazione ha infatti rimproverato gli inquirenti del fatto che, durante le prime indagini, si aggirarono maldestramente sul luogo del delitto, cancellando indizi e, magari, prove fondamentali per la risoluzione del caso. Un altro sbaglio riguarda i computer distrutti, ossia, i supremi giudici hanno constatato che i due PC di Amanda e Meredith furono: "Incredibilmente bruciati da improvvide manovre degli inquirenti". Contenevano forse qualche prova? Questo, purtroppo, non potremo mai saperlo. Altro gravissimo errore che compromise le indagini, fu il gancetto del reggiseno della Kercher, che fu spostato e calpestato per 46 giorni. Fu inoltre toccato ed analizzato dagli operanti che, in quel momento, indossavano guanti sporchi. Gli esami su di esso, sono quindi fallibili ed inattendibili. C'è poi anche una traccia rovinata, stiamo parlando di un coltello a casa di Amanda. L'unico oggetto sporco, forse, di sangue. Tuttavia, la scientifica fece un clamoroso errore: distrusse le minime tracce presenti, tanto da rendere impossibile comprendere se su di esso vi fosse sangue, oppure altro DNA.

Rudy Guede, l'unica certezza

Al momento, come prova certa, vi è solo il DNA di Rudy Guede (condannato a 16) che, secondo i magistrati, non fece tutto da solo. Avrebbe avuto dei complici, che potevano essere identificati se le indagini fossero state effettuate in maniera più ortodossa. Guede, ivoriano, arrivò in Italia molto piccolo, per raggiungere suo padre Roger. In passato rischiò di essere ucciso durante una sommossa di musulmani, mentre si trovava in vacanza in Costa D'Avorio, da allora non volle più tornare nel suo paese d'origine.