Lo schema è quello solito, drammatico: marito e moglie scelgono la separazione. Non si trova l'accordo sul futuro dei figli e dei beni, quindi si va in tribunale a litigare. Lì si aggiungono gli avvocati e, durante questa guerra che dura degli anni e che non guarda in faccia nessuno (sentimenti distrutti, ripicche, figli che diventano ostaggi, dissanguamenti economici), salta quasi sempre fuori “il consiglio legale ufficioso” di fare una bella denuncia contro “il nemico”, per guadagnare punti nel match. La migliore denuncia (di solito contro il padre), la più infangante e la meno dimostrabile se non con costose perizie che non portano a certezze assolute, è quella di abusi sessuali.

Distruzione del coniuge

Si distrugge l'onorabilità del padre soltanto nominando il reato, tanto le eventuali smentite arriveranno dopo molto tempo, a danno fatto, con numerosi “periti” di ogni genere (medici, assistenti sociali, psicologi, periti di parte, giudici vari) che allungano tempi e costi per arrivare alla verità, nemmeno sicura. Soprattutto, accertata la non esistenza del reato, non esiste giudice che “bastoni” di spese legali chi fa partire il falso. Di norma si compensano le spese, quindi è conveniente tentare questa strada. Normalmente è la parola di un coniuge contro l'altro, ma il capolavoro di falsità nasce quando si riesce a plagiare i figli, fino a convincerli di avere effettivamente subito gli abusi. Non è difficile plagiare un bambino, che ancora non conosce il confine tra il giusto e lo sbagliato.

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La vicenda processuale

A Brescia, due ragazzi di 21 e 24 anni hanno contribuito a far condannare per questo odioso reato il proprio padre 46nne, di origine oristanese, come la madre. L'uomo è stato imprigionato nel carcere di massima sicurezza di Sassari, con una condanna definitiva a nove anni e due mesi, inflittagli dal tribunale di Oristano (essendosi trasferita a Brescia la famiglia, la vicenda ha coinvolto entrambi i tribunali). La madre è rimasta affidataria dei figli. Ai due ragazzi non è andata meglio, dato che hanno alle spalle diversi anni di ricovero in comunità. Se il problema era il padre, tolto lui, perché i figli sono stati allontanati anche dalla madre? I ragazzi hanno dichiarato solo recentemente di essere stati convinti a mentire dalla mamma, pur di allontanare il marito. Non solo, nella denuncia per abusi, i “pervertiti” erano addirittura sette ( tutti parenti del padre: sei sono stati poi assolti con formula piena).

Sentenza scandalosa

Nemmeno questo ha sollevato dubbi nei giudici.

Le perizie mediche disposte non hanno portato a certezze, quindi il padre è stato condannato alla prigione sulla base delle pure testimonianze dei due bambini (all'epoca 9 e 12 anni), senza altre prove. Gabriele (il maggiore dei due fratelli), uscendo da una comunità, nel 2009 lasciò agli educatori un memoriale di 42 pagine, nel quale già affermava l'origine delle accuse al padre, scagionandolo. Nessuno si è mosso, per altri sei anni. Adesso l'avvocato del padre ha chiesto la completa revisione del processo, ma nessuno restituirà mai a quel padre il non vedere crescere i propri figli e gli anni di carcere duro subiti.