La violenza nel Sudan del Sud ha raggiunto un livello a dir poco agghiacciante. Secondo la Unione Africana, anche non essendoci prove di genocidio, il conflitto scoppiato nel 2013 ha causato alla popolazione civile sofferenze indicibili. Le accuse nei confronti del governo e delle forze ribelli riguardano omicidi,stupri,torture,mutilazioni e addirittura atti di cannibalismo forzato. I responsabili delle violenze gratuite perpetrate nei confronti di civili inermi, sono ambedue le parti in causa in questa guerra sanguinosa. Alcune testimonianze da parte della popolazione indicano come autori di atti riprovevoli sia le forze governative che i ribelli.

Casi in cui delle persone sono state costrette a bere sangue o mangiare parti di corpi dei cadaveri vittime del conflitto, sono stati riferiti dagli abitanti di alcune zone del paese. Un portavoce del governo ufficiale del Sudan del Sud afferma che le violenze probabilmente sono casi isolati, e che ci sarà una investigazione approfondita per portare i responsabili davanti un tribunale.

L'ONU prende posizione riguardo alle violenze

L'ONU ha annunciato l'invio di una task force di dieci persone nel Sudan del Sud per valutare la situazione dei diritti umani dopo le accuse di violenze nei confronti dei civili, e dovrà redigere in tempi brevi una relazione con le indicazioni di come migliorare e assicurare la difesa della popolazione civile, oltre a presentare prove dei misfatti ascritti a tutte le parti attive nel conflitto.

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Un poco di storia

Il 9 luglio 2011 il Sudan del Sud ha ottenuto l'indipendenza scindendosi dal nord del paese. Probabilmente questa decisione storica ha portato al conflitto scoppiato nel dicembre 2013 e trascinatosi fino ad oggi, lasciando sul campo migliaia di vittime e una crisi umanitaria di gravi proporzioni. Nonostante sia stato firmato dai due governi un accordo di pace lo scorso agosto, le violenze non si sono fermate. Si calcola probabilmente che più di due milioni di persone abbiano dovuto lasciare le proprie case a causa degli scontri armati e delle violenze.