Sembra che pian piano il cerchio si stia stringendo. Antonio Ciontoli (48 anni) suocero di Marco Vannini (20 al momento della morte) e la sua famiglia rischiano seriamente pesanti condanne. Ad incastrarli sarebbe il medico legale che ha confermato che il ragazzo è morto per emorragia e non per il proiettile che lo ha colpito. Se i soccorsi fossero stati chiamati subito, si sarebbe salvato. Ecco perchè gli attuali indagati, presto o tardi, potrebbero andare in carcere. Tra di loro, anche Martina, la fidanzata di Marco, bella e dagli occhi gelidi. Il Vannini, è d'uopo ricordarlo, è stato ucciso con un colpo di pistola lo scorso 17 Maggio. Ancora poco chiaro il movente dell'omicidio, si pensa ad un litigio scaturito tra Marco ed Antonio.

I soccorsi sono stati chiamati solo un paio d'ore dopo il ferimento del giovane. Sui vestiti, sulle mani e sul naso di Martina sono state trovate tracce di polvere da sparo, così come  sul fratello Federico.

I risultati dell'autopsia

Riporteremo di seguito un passo fondamentale della perizia effettuata dal medico legale sul corpo di Marco Vannini: "La morte ebbe a conseguire ad una massiva anemizzazione del paziente attraverso le lesioni cardiache e non ad un diretto danno funzionale del cuore, con conseguente alterazione della funzione dello stesso, come dimostrato dal fatto che il cuore continuò a pulsare 3 ore dopo il ferimento ... Un'immediata e corretta attivazione dei soccorsi avrebbe evitato il decesso del paziente con alta probabilità". Come si può comprendere dalla lettura del documento, se i medici fossero stati avvertiti subito, molto probabilmente, Marco sarebbe ancora vivo.

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I soccorsi, in realtà, erano stati avvisati dopo il ferimento, ma poi declinati, per essere dopo qualche ora richiesti una seconda volta. Tuttavia, nonostante il loro arrivo ed il trasporto del giovane in ospedale, era ormai troppo tardi.

Colpevole o colpevoli?

Quella maledetta sera, Marco si era fermato a cena presso casa Ciontoli. In tale abitazione, oltre alla vittima, vi erano: Antonio Ciontoli, i  figli Federico e Martina, la moglie Maria Pezzillo e Viola, la fidanzata di Federico. Marco aveva telefonato a sua madre, Marina Conte, per informarla che sarebbe rimasto lì a dormire quella notte. Quello sarebbe stato l'ultimo contatto tra mamma e figlio. Per i Ciontoli (e per Viola) nelle prossime settimane, potrebbero scattare i primi provvedimenti di fermo. Mamma Marina ha dichiarato: "Il mio Marco è stato lasciato morire dissanguato, si sono comportati come bestie, pensando solo al loro interesse. E' disumano quello che hanno fatto, meritano di andare in carcere". La signora Conte ha poi continuato: "Apprendere che per la morte di mio figlio ci sono 5 indagati è il primo passo verso la verità, continueremo la nostra battaglia in nome della giustizia.

Vogliamo vedere in cella i responsabili di questo atroce delitto". 

La parola all'avvocato Gnazi

Celestino Gnazi, legale della famiglia Vannini, ha affermato quanto segue: "Il proiettile non aveva leso le funzioni vitali del cuore, Marco è morto per un'emorragia. Sarebbe riduttivo parlare di omissione di soccorso, il reato contestato ai Ciontoli è molto più grave, ossia l'omicidio". Ci sono ancora molti punti oscuri riguardo le reali dinamiche dell'omicidio. Come è già stato detto, il tutto, forse, sarebbe scaturito da una lite. Ciontoli afferma di aver sparato al genero per sbaglio. Un testimone ha però detto di aver sentito un grido prima dello sparo. Le indagini proseguono.