Emergono notizie molto importanti per quanto riguarda il caso di Trifone Ragone e Teresa Costanza, la coppia di Pordenone uccisa il 17 marzo di quest'anno. Gli inquirenti hanno iscritto al registro degli indagati Giosuè Ruotolo, un militare di ventisei anni amico di Trifone Ragone. Le ultime news sul delitto di Pordenone si concentrano proprio sull'indagato: due testimoni, infatti, smentiscono la versione dei fatti di Ruotolo e potrebbero contribuire alla soluzione di questo complesso caso. Inoltre, gli inquirenti hanno perquisito la casa di Giosuè, dove hanno trovato delle armi d'epoca, che appartenevano a suo nonno. Ecco tutte le indiscrezioni sul caso di Trifone Ragone e Teresa Costanza

Ultime notizie delitto di Pordenone, clamorose indiscrezioni su Giosuè Ruotolo

Giosuè Ruotolo, indagato per duplice omicidio, era un amico di Trifone Ragone, con il quale, dal 2012 al 2014,  ha vissuto nello stesso appartamento a Pordenone.

I due erano colleghi in caserma; poi, però, Trifone prese la decisione di andare ad abitare con la sua ragazza, Teresa Costanza. Ruotolo ha dichiarato che negli ultimi tempi non vedeva quasi mai l'amico e che non conosceva la sua fidanzata. Tuttavia, la titolare dell'osteria "La Parada", situata in via Molinari a Pordenone, si è recata alla caserma dei carabinieri e ha clamorosamente smentito la versione dei fatti di Giosuè Ruotolo. La testimone, infatti, ha rivelato che i due fidanzati di Pordenone e lo stesso indagato si sarebbero recati molto spesso a mangiare nel suo locale: "Erano miei clienti, venivano qui molto frequentemente, specialmente per l'aperitivo: di solito, con loro c'erano altre persone", ha affermato la titolare dell'osteria. A smentire la versione dei fatti di Ruotolo è anche il padre di Trifone Ragone, che si è espresso così al "Messaggero Veneto": "Giosuè frequentava spesso mio figlio e la sua fidanzata: uscivano per i locali della città".

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Inoltre, nella casa di Ruotolo sono state trovate delle armi d'epoca che risalirebbero allo stesso periodo del caricatore di pistola trovato nelle acque del lago del parco di San Valentino. Sembra dunque che non ci sia scampo per l'indagato, ma bisogna attendere l'esito delle indagini