Abbiamo clamorose novità riguardo alla vicenda della morte della tredicenne Yara Gambirasio di Brembate. Nel corso dell'ultima udienza del processo al carpentiere Massimo Bossetti un consulente della difesa, Dalila Ranalletta, ha evidenziato che andando ad esaminare le ferite di Yara sono stati scoperte tracce di fili colorati. La tredicenne era avvolta da coperte? Il cadavere della giovane è inoltre risultato parzialmente mummificato. L'ipotesi è quindi che Yara Gambirasio sia stata portata nella zona di Chignolo solo dopo essere stata tenuta nascosta altrove.

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Per la consulente dei legali di Bossetti, dunque, Yara non è stata uccisa nel campo di Chignolo d'Isola. Il mistero della morte della ragazzina di Brembate sembra a questo punto destinato a infittirsi.

Dov'è l'arma?

Contrasti sussistono anche relativamente all'arma del delitto, che non sarebbe un piccolo coltello come si era ipotizzato ma un'arma di ben altre dimensioni, almeno secondo le osservazioni proposte dalla stessa Ranalletta. Sul corpo della Gambirasio sono state trovate lesioni da arma da taglio che sarebbero state inferte quando era ancora vestita. Massimo Giuseppe Bossetti, che ha il pieno sostegno della moglie Marita Comi, continua a professarsi non colpevole. Yara, appassionata di ginnastica, oltre ad andare bene a scuola (aveva da poco ricevuto un "pagellino" positivo) frequentava una palestra. I suoi insegnanti la consideravano un'atleta di talento. Considerando che era ben allenata, pur essendo molto giovane era certamente in grado di opporre una certa resistenza a un eventuale aggressore.

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E' forse questo che ha scatenato la furia dell'assassino?

La testimone

Resta un mistero se lei e Bossetti si conoscessero. Secondo una testimone i due erano insieme a parlare all'interno del furgone di Bossetti qualche mese prima dei tragici fatti, proprio nel parcheggio antistante la palestra. La donna pensò che si trattasse di padre e figlia o comunque che tra i due intercorresse un rapporto di parentela. Bisogna però provare che le persone viste dalla testimone fossero davvero Yara e Bossetti. Fino a condanna definitiva l'uomo deve comunque considerarsi non colpevole. Se volete restare continuamente aggiornati sulla vicenda potete cliccare sul pulsante "segui" vicino al mio nome in alto.