Anadolu, l'agenzia stampa ufficiale della Turchia, non ha perso un attimo per ufficializzare chi, secondo la lettura ufficiale resa da Erdoğan, si celerebbe dietro la morte dell'avvocato Tahir Elçi. In poche parole, per il governo sarebbe tutta colpa del PKK: ovvero il partito dei lavoratori del Kurdistan. Quegli stessi curdi difesi a spada tratta dal presidente degli avvocati di Diyarbakir, ucciso ieri da dei colpi di pistola. Erdoğan avrebbe fatto passare questo messaggio senza mai citare esplicitamente il PKK ma limitandosi a sottolineare come "questo incidente" non faccia altro che mostrare "quanto sia nel giusto la Turchia nella sua determinazione di combattere il terrorismo". 

Queste parole hanno scatenato la rabbia dei curdi e del partito filocurdo del Hdp, che è sceso in strada rivendicando la morte di Elçi come "un assassinio premeditato" contro una persona che da tempo era finito nel mirino dell'Akp e dei media turchi, a partire dall'agenzia Anadolu.

Una situazione delicata in un paese con una libertà di stampa decisamente limitata. Le manifestazioni dei curdi sono state accolte dalle forze antisommossa, con tanto di lacrimogeni e idranti per disperdere i manifestanti.