Ormai viviamo in un mondo nel quale si è sempre più dipendenti dalla tecnologia. Le grandi compagnie del settore, soprattutto statunitensi, creano ogni anno nuovi gadget da immettere sul mercato, grazie anche alla enorme domanda. Purtroppo, però, questo tipo di produzione comporta anche il problema dello sfruttamento, se non addirittura della schiavizzazione di minori. Molteplicicomponenti di moderni smartphone e computer sono ricavati da materiali lavorati con manodopera a costo zero o quasi.

I minerali del Congo

La Repubblica Democratica del Congo è un grosso produttore di coltan (abbreviazione di columbite-tantalite), un minerale la cui richiesta da parte delle multinazionali è aumentata a dismisura negli ultimi anni.

L'estrazione del coltan, un materiale molto utile all'assemblaggio di computer portatili e smartphone, viene affidata tante volte a bambini, costretti a lavorare in condizioni disumane e per pochi spiccioli. La maggior parte del settore minerario, in Congo, è sotto il diretto controllo dell'esercito. Secondo l'ONU, gli introiti derivanti dalla vendita di minerali a compagnie internazionali americane ed europee, contribuiscono a finanziare conflitti armati in tutto il continente africano.

Il caso cinese

Negli ultimi anni ci sono stati numerosi casi di suicidi in aziende del comparto elettronico in Cina. Produrre gadget tecnologici nel paese asiatico significa sfruttare al massimo gli operai, che lavorano settanta ore a settimana per una misera paga, oltretutto avendo anche il divieto di parlare tra loro durante le varie fasi della produzione.

Questo ha condotto molti lavoratori a una condizione di stress elevato che è culminato a volte nel suicidio. Anche se ultimamente c'e' stato qualche miglioramento, soprattutto per quanta riguarda l'aumento degli stipendi, la situazione rimane complicata, tanto che alcune compagnie hanno fatto montare delle reti di salvataggio sotto le finestre delle fabbriche. Ormai manca solo un mese al Natale, la speranza è che questo periodo di festa non faccia felice solo chi riceve gadget tecnologici in regalo, ma anche chi viene ingiustamente sfruttato per fabbricarli.