"Questo triste fatto non mi sconvolge". Sono le parole pronunciate con forza da Papa Francesco dopo l'Angelus di ieri, 8 novembre 2015.

Il riferimento del Papa ha riguardato i tristi eventi che da qualche giorno stanno facendo scalpore, ovvero quelli del trafugamento da parte di alcuni responsabili del Vaticano, di documenti importanti in base ai quali sono stati pubblicati dei libri che prossimamente saranno in vendita. Dopo l'Angelus, il Pontefice asserisce con forza d'animo e di atteggiamento, che dalle immagini si evincono, di non aver paura di tutto ciò, anzi afferma che questi fatti non lo distolgono dal lavoro di riforma che lui stesso sta portando avanti con i suoi collaboratori.

Rubare quei documenti è reato

Papa Francesco chiarisce, a tutti coloro che hanno provato sentimenti di turbamento verso la faccenda che "rubare quei documenti è reato", ed assicura che era a conoscenza degli stessi e che stava svolgendo degli studi di approfondimento. A proposito, riferisce il Pontefice, alcuni dei provvedimenti che sono stati presi in merito sono già visibili. Molti gli scandali che hanno riguardato il Vaticano negli ultimi giorni. Dalla notizia dello stato di salute del Santo Padre a rischio, risultata falsa e smentita da Padre Lombardi, responsabile della sala stampa vaticana, all'attico del Cardinale Bertone e della vita lussuosa condotta da molti uomini di Chiesa, ormai divenuti casi mediatici.

Queste vicende hanno scosso non solo l'interno della Santa Sede, ma anche tutto il mondo ecclesiastico, laici inclusi.

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Le parole del Santo Padre, pronunciate alla presenza di moltissimi fedeli, come accade in  ogni udienza e Angelus, hanno donato sicuramente emozione, hanno certamente evidenziato indignazione, ma i fedeli commossi ne ricevono un messaggio di coraggio e di speranza, anche se è necessario l'impegno di tutti.

Il Papa infatti, richiama tutta la Chiesa al'impegno per l'auspicata opera di rinnovamento che è in atto "perché la Chiesa si rinnova con la preghiera e con la santità" di ogni battezzato. Concludendo, il Pontefice chiede anche ai fedeli di non lasciarsi turbare, ed umilmente chiede di pregare per sé e per la Chiesa tutta.