Dopo gli attentati di Parigi, che hanno provocato 129 morti e 352 feriti (di cui 99 gravi), la Francia ha deciso di bombardare pesantemente Raqqa, città della Siria e capitale dello Stato Islamico. Secondo quanto ha dichiarato il ministro della Difesa francese, il governo della Francia ha mandato altri 10 aerei in Siria, sganciando più di 20 bombe. I raid hanno provocato gravi danni alla capitale dell'Isis, distruggendo vari centri di reclutamento.

A coadiuvare la Francia sono stati gli Stati Uniti d'America; il presidente Francois Hollande non ha perso tempo, dato che l'attacco è avvenuto dopo sole quarantotto ore dagli attentati che hanno insanguinato Parigi.

Secondo quanto riporta il "Site", l'Isis ha dichiarato l'intenzione di colpire non solo la Francia, ma anche tre città simbolo dell'Occidente, ovvero Londra, Roma e Washington. Al momento, l'allerta è altissima nella Capitale, dove sono stati stanziati ben settecento militari. 

La Francia bombarda pesantemente Raqqa

La risposta della dichiarazione di guerra dell'Isis alla Francia non si è fatta attendere: dopo i tremendi attentati del 13 novembre, definiti l'11 settembre francese, la Francia ha bombardato Raqqa, la città simbolo dello Stato Islamico, dove si sono addestrati i terroristi che stanno gettando il panico in tutto il Mondo. Gli attivisti sul terreno testimoniano che nella città sarebbe saltata la corrente e che sarebbero state distrutte le principali strutture operative dello Stato Islamico. 

Il Giubileo sarà annullato?

Dopo gli attentati di Parigi, emerge lo sgomento del Papa, che ha dichiarato: "Si tratta di un attacco alla pace di tutta l'umanità".

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Intanto, numerosi fedeli si oppogono alla celebrazione del Giubileo straordinario in programma il prossimo 8 dicembre. Anche il teologo Antonio Rungi ha esortato il Papa ad annullare l'evento, una proposta che però il Vaticano non sembra prendere in considerazione. "I terroristi vogliono solo creare in noi la paura, ma non dobbiamo arrenderci alla loro volontà", ha affermato padre Lombardi; è comunque innegabile che Roma sia uno dei bersagli privilegiati dell'Isis, in quanto simbolo della religione cristiana.