Il Terrorismo non risparmia le Popstar. Considerati peccatori perché promanano, a detta degli jihadisti, valori immorali, trascinando i giovani nei vizi più squallidi. Diventano così, agli occhi degli estremisti islamici, obiettivi da minacciare, da abbattere se serve. Per le loro canzoni o per la loro stessa vita privata. Cos, da diversi anni molte icone della musica Pop e Rock sono state costrette a cancellare i loro concerti. Da Lady Gaga a Elton John: vediamo di seguito i tanti casi di censure e minacce al mondo della musica.

Il no a Lady Gaga a Giacarta

Vuoi per i loro abitini succinti, vuoi per i messaggi contenuti nelle loro canzoni, diverse reginette del Pop hanno dovuto cancellare i propri eventi live.

Nel 2012 Lady Gaga fu costretta a interrompere il suo Born this way tour in Indonesia, dove doveva esibirsi nella capitale Giacarta. Per quello che sarebbe stato il più grande concerto in tutta l'Asia, con 50mila biglietti venduti. Ma fu minacciata per i suoi costumi ridotti, i movimenti provocatori sul palco e i testi delle sue canzoni. “Registriamo una vittoria per tutti i musulmani dell’Indonesia (…) grazie a Dio per averci protetto da un simile demonio”. Così commentava l'annullamento dell'evento il Fronte di difesa islamico.

I concerti annullati in Malesia

Nello stesso anno, Erykah Badu ha dovuto cancellare il suo show in programma a Kuala Lumpur, in Malesia per aver pubblicato una foto in cui mostra un tatuaggio con la scritta "Allah". I tatuaggi sono proibiti nella cultura islamica e il suo fu considerato un insulto.

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Le autorità malesi preferirono cancellare l'evento. Sempre in Malesia, ma nel 2013, è toccato a Kesha vedersi annullare il suo live. La cantante era venuta anche incontro alle autorità locali ma invano: ha modificato i testi delle canzoni, ha cambiato il guardaroba, la scaletta confezionata ad hoc. Anche la bella Beyoncé ha dovuto rinunciare a due concerti. Uno, nel 2007, sempre in Malesia. E a chiederne l'annullamento furono proprio gli adolescenti, appartenenti al gruppo dell’Unione nazionale degli studenti musulmani, scesi in 10mila in piazza. Ci ha riprovato nel 2009, ma senza fortuna.                                                                           

I precedenti illustri

Le ombre malesi – così come si chiama anche un bellissimo film con la grande Bett Davis – non hanno risparmiato neanche il Re del Pop Michael Jackson. Il quale fu minacciato per quel movimento pelvico, autentico marchio di fabbrica. Correva l'anno 1996 e non solo Jacko fece il tutto esaurito, ma dovette replicare per soddisfare l'enorme richiesta dei fan.

Qualche anno dopo è stata la volta dei Linkin Park, gruppo di Los Angeles che ricevette l’autorizzazione del governo di Kuala Lumpur, ma a  condizione di non urlare, saltare o indossare pantaloncini troppo corti sul palco. Nonostante l'opposizione di alcuni gruppi islamisti, il concerto si fece e anche con 45mila spettatori.

Quando toccò a Elton John e Paul McCartney

Le minacce islamiste non hanno risparmiato neanche mostri sacri della musica Pop internazionale, quali Elton John e Paul McCartney. Al primo sono state additate le sue tendenze omosessuali e nel 2012, due giorni dopo lo show di Kuala Lumpur, i fondamentalisti sono scesi in piazza contro la sua esibizione. Quanto all'ex Beatles, è stato minacciato in occasione di un concerto a Tel Aviv, nel 2013. Il suo voleva essere un concerto per la Pace, ma per Omar Bakri McCartney invece di supportare i palestinesi nelle loro sofferenze, avrebbe celebrato gli occupanti e le loro atrocità. Il concerto si è comunque fatto ed è stato un successo.