Dopo l'aggressione di Milano cresce la paura per aggressioni fomentate da odio razziale ma l'Ucei - Unione delle comunità ebraiche italiane - sulla questione è stata più che ferma: "Non ci faremo intimidire". E proprio da loro è partita la richiesta per maggiori controlli nei luoghi sensibili per la comunità. Non un passo indietro, ha detto a Repubblica il presidente dell'Ucei Renzo Gattegna, accennando però ai timori che la comunità prova nei confronti di un possibile "rischio di emulazione con quanto sta accadendo in Israele".

Per Abdel Hamid Shaari, presidente dell'Istituto culturale islamico di viale Jenner, è un errore immettere nel contesto italiano la questione palestinese o addirittura il fattore 'Isis'.

E in risposta a chi, della comunità ebraica milanse, ha subito puntato il dito contro un aggressore di origine araba, ha risposto così: "Le schegge impazzite ci sono sempre" e, ha proseguito, possono sfuggire al controllo della comunità. Dovesse intercettare elementi pericolosi, la comunità islamica sarebbe la prima a denunciarla alle autorità.