Saranno 450 i militari italiani che saranno impegnati a protezione della diga di Mosul contro lo Stato Islamico. Tale impegno, alle porte di una delle roccafortidel sedicenteStato Islamico, è ritenuto necessario affinché la diga non si possa trasformare in una bomba d'acqua, capace di portare con sé morte e distruzione fino a 350 chilometri. La diga ha subito danni considerevoli a causa del conflitto e la Trevi di Cesena, coadiuvata proprio dai militari italiani affiancati da soldati statunitensi, avrà il compito di rimettere il complesso in sicurezza.
Aumenta la partecipazione italiana nella coalizione anti-ISIS
La Trevi di Cesena ha vinto la gara d'appalto per assicurarsi i lavori, necessari affinché Baghdad non venga sommersa d'acqua a causa di un eventuale danneggiamento ulteriore della diga di Mosul. Con questa mossa, la partecipazione italiana nella coalizione anti-ISIS aumenta notevolmente, anche se il sospetto che tale decisione sia stata mossa da interessi più economici che politici non è da sottovalutare. Attualmente, in Iraq, il contingente italianoè composto di 750 uomini, impegnati nell'operazione Prima Parthica, che si trovano nella zona tra Erbil e Baghdad con funzioni prettamente di addestramento. L'attenzione contro lo Stato Islamico sta aumentando sotto ogni punto di vista e ha raggiunta l'apice con l'affermazione di Putin di sperare di non essere costretto ad armare i propri missili a lungo raggio con testate nucleari.
A rischio Baghdad e le regioni diNinive, Kirkuk e Salahuddin
Barack Obama aveva già anticipato la volontà italiana di impegnarsi maggiormente nella coalizione contro le milizie dello Stato Islamico e tra qualche settimana sarà effettivo con l'invio dei militari a difesa della diga, il più grande serbatoioartificiale dell'Iraq e il quarto del mondo arabo. A rischio non vi è solo Baghdad, la capitale dell'Iraq che si trova a circa 350 chilometri da Mosul, ma tutte le provincie diNinive, Kirkuk e Salahuddin. L'avvertimento dei danni riportati dalla diga è stato lanciato da Ari Harsin, deputato al Parlamento della regione autonoma del Kurdistan iracheno, che ha affermato che a causa dei mancati lavori di manutenzione la diga si trova ora seriamente danneggiata. Sempre secondo le stime curde, il costo dei lavori per la messa in sicurezza si aggirano tra i250 milioni e i 500 milioni di dollari.