Pagavano mazzette per truccare gli appalti pubblici per la manutenzione di strade ed infrastrutture, così 18 persone sono finite sotto la lente della Procura di Roma, che dopo avere vagliato il caso ha deciso per il fermo per 7 degli individui coinvolti. Ad affiancare la Procura nelle indagini, anche i Carabinieri del Noe, che questa mattina all'alba hanno eseguito gli arresti. Si calcola che l'ammontare totale degli appalti incriminati sia di circa sedici milioni di euro, per i quali sono state pagate tangenti per un totale di oltre 650 mila euro.

Per i 7 funzionari pubblici arrestati questa mattina, l'accusa è di aver pagato tangenti per "far chiudere un occhio" ai commissari addetti al controllo per il regolare svolgimento dei lavori di manutenzione, ordinaria e straordinaria, delle strade ed infrastrutture della Capitale.

Il procedimento era il seguente: i funzionari pubblici versavano ai commissari per la sorveglianza, su conti privati o di associazioni, somme comprese tra il 3 e il 4 per cento della somma totale dell'appalto, ed in cambio veniva loro approvata la conformità dei lavori eseguiti.

I risultati ottenuti oggi sono il frutto dell'indagine che il 14 ottobre portò all'arresto di due imprenditori romani, Alessio Ferrari e Luigi Martella. Grazie infatti ad alcuni file e documenti rinvenuti in quella occasione dai Carabinieri, cosi come alcuni testimoni chiave che hanno deciso di collaborare, hanno permesso agli inquirenti di portare a termine nuovi arresti. L'indagine non è tuttavia da considerarsi conclusa, nuovi controlli incrociati verranno effettuati dalle forze dell'ordine, per accertarsi che il giro di tangenti non implichi altri settori dell'amministrazione pubblica della capitale. 

Le parole del PM

"Tutto lascia pensare che il sistema coinvolga gran parte delle imprese che operano nel settore.

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Ne emerge un quadro di estrema gravità nella materia della manutenzione urbana, in primis riferibile alla viabilità ed alla manutenzione stradale. Una estesa e quasi endemica attività corruttiva ha finito per distogliere ingenti risorse pubbliche dalle finalità cui erano state destinate, dirottandole ad impieghi di profitto privato di imprenditori o funzionari".

I funzionari pubblici fermati dalla Procura di Roma e dai Carabinieri del Noe sono: Francesco Pantaleo e Stefano De Angelis, del dipartimento 'Simu' (Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana) di Roma Capitale; Roberto Brondi, Piero Seguiti, Doriano Carbonari, Paolo Fornaciari e Franco Ridenti.