Hanno colpito all’alba attaccando con bombe molotov un night club del Cairo dove lavoravano, provocando morti e feriti. L’attacco è avvenuto in Egitto, nel quartiere di El Agouza al Cairo: subito si è pensato ad un attacco terroristico, ma in queste ore la tv di Stato egiziana sembra smentire la matrice Jihadista.

Bombe molotov nel club

L’attacco è avvenuto questa mattina tra le ore 6:00 e le 7:00, a colpire uomini armati e mascherati che le autorità egiziane hanno dichiarato essere ex impiegati del locale licenziati di recente. A riferirlo è il consigliere di Stato Ahmed el Bakli della procura, il quale dichiara alle tv della zona che il proprietario del night club ha già accusato due dei suoi ex dipendenti.

Gli assalitori hanno lanciato le bombe contro i clienti e lo staff del locale, provocando 18 morti e numerosi feriti. Le bombe molotov hanno incendiato il locale impedendo a molti frequentatori di uscire causandone la morte. Al momento la sicurezza ha spento l’incendio e la situazione adesso è sotto controllo, anche se ancora molti sono i punti da chiarire, prima fra tutti capire se la matrice terroristica sia davvero da escludere.

La dinamica dell'attacco

Il proprietario del locale a luci rosse ha poi dichiarato la modalità con cui è avvenuto l’attacco, spiegando che tra gli assalitori e lo staff in servizio quella sera era scoppiato un litigio, perché i membri dello staff non volevano farli entrare all’interno del club. In un primo momento i buttafuori avevano allontanato i malviventi (presunti ex dipendenti del club) che poi si sono ripresentati pochi minuti dopo sferrando l’attacco e provando la morte di 18 persone.

Il clima in cui viviamo dopo gli attacchi di Parigi del 13 novembre scorso, è molto teso ed episodi come questo e quello di San Bernadino di due giorni fa diventano subito riconducibili ad attacchi terroristici anche se in entrambi i casi tutte le piste rimangono aperte.

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Purtroppo questo clima di terrore è proprio quello che i terroristi mirano a creare, direttamente – come con gli attacchi in Francia – e indirettamente, con fatti di cronaca causati da persone esterne alle cellule terroristiche. Il caso egiziano sembra essere soltanto una vendetta degli ex lavoratori licenziati, ma adesso toccherà alle autorità scoprire dove sta la verità.