In città come Napoli vige la regola non scritta, ma di buonsenso, di non uscire di casa intorno alla mezzanotte per quella che è una tradizione consolidata in città da ormai molti anni: sparare i botti di capodanno. La città si accende dunque di luci, ma non solo, perché ad accendere la città sono anche pericoli e frastuoni legati a questa tradizione. Quest'anno il  comune ha realizzato un video per dissuadere i napoletani ad accendere le micce, mentre in ottocentocinquanta comuni d'Italia si è andato ben oltre: da Milano ad Ancona, ma anche da Genova a Messina i botti sono stati messi al bando e vietati dai sindaci. Città come Trento hanno motivato l'ordinanza per il pericolo di incendi assai alto, in Pianura padana ed in Lombardia, già colpite da un tasso di smog elevato che supera i livelli minimi stabiliti, hanno motivato il divieto per scongiurare l'innalzamento delle polveri sottili sprigionate dai metalli tossici contenuti in molti fuochi d'artificio.

Vietati i botti per salvaguardare anziani e bambini e tutelare la vita degli animali domestici 

Ma la maggior parte delle città italiane ha aderito al divieto e stabilito multe dai venti ai cinquecento euro soprattutto per garantire la sicurezza ad anziani e bambini e per tutelare la vita degli animali domestici che ogni anno sono costretti a subire il terrore ed il fastidio dei botti sparati senza misura alcuna. Oltre 1000 animali domestici all'anno muoiono letteralmente di paura a causa di attacchi cardiaci e stando a quanto dichiarato da molte associazioni animaliste che hanno realizzato decine e decine di campagne informative sparse sui vari social network, quest'anno si è registrato un vero successo: mentre quattro anni fa i comuni aderenti erano poco più di trecento, oggi sembrano essersi addirittura quasi triplicati.

I migliori video del giorno

Questo non fa che portare un sospiro di sollievo ed una speranza in più alle associazioni che lottano costantemente per garantire una vita quanto più sicura e lontana dai pericoli ai nostri 'amici a quattro zampe'.