Che i Social Network, le cosiddette piazze virtuali luogo d'incontro e di scambio di idee e opinioni per  molte persone, giovani ma non solo, stessero acquisendo sempre maggior peso anche al di fuori del ristretto mondo virtuale non è certo una novità. Risale a qualche anno fa la notizia di un ragazzo  che si era visto negare l'assunzione dal titolare di un'azienda in quanto quest'ultimo era andato a guardare il profilo Facebook del candidato, profilo indicato in bella evidenza tra i contatti inseriti nel curriculum vitae. Ora però i Social Network fanno un ulteriore passo in avanti sulla scala della loro importanza: lo stato dei profili Facebook e Twitter e i relativi contenuti andranno ad incidere sulla decisione di concedere o meno il visto d'ingresso negli States. 

Un visto solo con i profili Social in regola

È notizia di ieri che il Dipartimento di Sicurezza degli Stati Uniti avrebbe allo studio un piano di sicurezza che prevede di dare il nulla osta per la concessione del visto d'ingresso sul proprio territorio solo dopo aver controllato contenuti e foto dei profili Facebook e Twitter della persona richiedente.

Questo piano è stato messo in cantiere a seguito della strage di San Bernardino nella quale due persone sono entrate sparando in un centro di servizi sociali della cittadina californiana provocando quattordici morti e diciassette feriti. Si è trattato di un attentato terroristico, figlio della nuova crescente ondata di terrore susseguente gli attentati di Parigi dello scorso 13 novembre. Questa misura, se e quando andrà in porto, avrà lo scopo di consentire l'ingresso sul territorio americano esclusivamente a profili considerati sicuri. Questo tipo di controllo effettuato sui profili dei Social Network non è certo una novità. Solamente, se finora veniva fatto a campione, d'ora in avanti, con l'eventuale ed a questo punto auspicabile entrata in vigore del piano di sicurezza, questi controlli verranno effettuati in maniera più estesa e capillare.

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Questo tipo di controlli potrebbero creare dei problemi di riservatezza in quanto verrebbero visionati anche dati più strettamente attinenti alla sfera della privacy ma, si sa, quando ad essere in gioco è la sicurezza nazionale problemi di questo tipo finiscono col diventare secondari e, comunque, una soluzione per ovviare a questo tipo di inconvenienti senza fermare l'iter de piano su vasta scala si troverà di sicuro.