Sette croci, drappi a lutto e decine di palloncini neri: questa la protesta della CUB - Confederazione unitaria di base - che ieri ha manifestato in piazza della Scala. L'amianto non sarebbe più presente al teatro della Scala ma per i morti - ad oggi otto - e per chi è attualmente malato di mesotelioma pleurico, sono finiti sotto inchiesta quattro ex sindaci di Milano, il sovrintendente Carlo Fontana e anche gli ex direttori degli allestimenti.  

Agli indagati, 11 in totale, verrà contestato il fatto di non aver fatto tutto il possibile per rimuovere l'amianto dal teatro. Il materiale era presente soprattutto nei locali dei tenici ma anche nel famoso lampadario.

Nel 1992, invece di fare un censimento, i responsabili avrebbero preso un'altra decisione: rimuovere l'amianto una volta scoperto.

La CUB non è scesa soltanto per manifestare contro le condizioni dei lavoratori della Scala ma per testimoniare che in Italia si può ancora morire di lavoro e che per colpa dell'amianto in molti stanno soffrendo. Nel processo, la CUB si è costituita parte civile.