Diventare famoso nel paese più popolato al mondo può sembrare una sfida quasi irraggiungibile, ma se dietro c'è una storia commovente la meta può essere più vicina. E questo è esattamente ciò che sta succedendo a un bambino di 8 anni colpito da un cancro in fase terminale, il cui ultimo desiderio è essere famoso in Cina.

La storia di Dorian Murray, colpito da un rabdomiosarcoma

Il suo nome è Dorian Murray, vive con la sua famiglia a Westerly (Rhode Island, Stati Uniti) e, all'età di quattro anni, gli è stato diagnosticato rabdomiosarcoma, un tumore maligno delle parti molli, uno dei più frequenti tra i bambini. La settimana scorsa i suoi genitori hanno deciso di interrompere il trattamento che purtroppo non stava dando dei risultati, anzi la malattia si era estesa anche al midollo osseo e al cervello del piccolo.

E' stato allora che Dorian ha detto loro che gli sarebbe piaciuto diventare famoso in Cina prima "di andare in cielo".

La mobilitazione cinese: nasce '#D-Strong'

Da quel momento un numero sempre più crescente di persone del paese orientale si sono unite alla campagna per fare in modo che il suo desiderio si realizzi. L'idea consiste nell'inviare il maggior numero di fotografie di cinesi che esibiscono uno striscione con lo slogan “#D-Strong”. In pochi giorni le reti sociali hanno mostrato circa 500.000 immagini e dimostrazioni di sostegno. Molte delle fotografie sono state scattate nella Grande Muraglia, dato che il desiderio espresso dal bimbo era legato al fatto che la Cina "ha quel ponte", riferendosi proprio alla Muraglia.

La famiglia di Dorian ha reso noto il suo desiderio attraverso la pagina di Facebook “Praying for Dorian”, e, dopo esser stata tradotta in cinese, è diventata virale nel paese asiatico, nonostante i suoi abitanti non abbiano accesso alle reti sociali.

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Il governo cinese, infatti, esercita una rigida censura su internet, dove vengono cancellati i contenuti considerati mere polemiche e viene bloccato l'accesso a pagine 'occidentali' quali Facebook, Twitter o Google.

Dorian, un sogno realizzato

Le dimostrazioni di appoggio e solidarietà per Dorian vanno oltre lo scatto di una fotografia: un turista che visitava la Grande Muraglia ha comprato una di quelle medaglie che certificano che il visitatore ha scalato il monumento, ma anziché il suo nome ha registrato quello di Dorian. Ci sono stati cinesi con striscioni anche il altri luoghi del paese, come la Piazza di Tiananmen, o i grattacieli di Shanghái.

La campagna è riuscita a superare le complicate barriere che la censura del regime comunista spesso innalza, e i genitori del piccolo hanno assicurato di essere "assolutamente meravigliati" dalla reazione dei cinesi.