Il giallo sull’omicidio di Marco Vannini, il giovane 20enne ucciso con un colpo di pistola nella villetta dei Ciontoli a Ladispoli, a breve potrebbe ricevere la prima importante svolta. Nel giro di pochi giorni, infatti, conosceremo la decisione del gup in merito al rinvio a giudizio per tutti e cinque gli indagati. Oltre a Martina Ciontoli (fidanzata di Marco Vannini) e alla sua intera famiglia (il padre Antonio, il fratello Federico e la madre Maria Pezzillo), è indagata anche Viola Giorgini (fidanzata di Federico), accusata però solo di omissione di soccorso. Nel frattempo, il settimanale ‘Giallo’ ha evidenziato le ultime novità in merito ad Antonio Ciontoli e ha riportato l’interrogatorio shock di Federico, il quale in modo del tutto inconsapevole mette ulteriormente nei guai il padre, autoaccusatosi di aver sparato a Marco lo scorso 17 marzo.

Omicidio Marco Vannini: la ‘verita’ di Federico, ancora bugie?

Per la prima volta in esclusiva, il settimanale ‘Giallo’ ha pubblicato nel suo ultimo numero l’interrogatorio shock a Federico Ciontoli. Cosa è accaduto realmente a Marco Vannini la sera di sette mesi fa, mentre si trovava nella villetta della sua fidanzata Martina dove poi perse la vita? Le parole del ragazzo al cospetto del giudice sono sconvolgenti. Stando al giovane Ciontoli, infatti, dopo lo sparo avvenuto ad opera del padre, lo stesso aveva minacciato Marco di smetterla di lamentarsi. Con queste parole, senza volerlo, Federico mette nei guai Antonio Ciontoli e getta nuove ombre su quanto accadde la sera del 17 marzo 2015. Perché l’uomo chiese al povero Marco di non lamentarsi? Aveva paura che i vicini potessero sentire le sue urla? Secondo il racconto shock del ragazzo, quando entrò in bagno ‘Marco non stava male’, al punto da chiedergli un bicchiere d’acqua.

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A sua detta, Vannini appariva ‘lucido e cosciente’.

A smentire le sue parole sarebbero però le intercettazioni ambientali avvenute in commissariato poche ore dopo il delitto di Marco Vannini: Martina, Federico e la fidanzata Viola, nel commentare quanto accaduto nella loro abitazione, descrivevano Marco in uno stato pietoso, dolorante, pallido e con le labbra viola. Un’altra possibile bugia, raccontata dal giovane Ciontoli, riguarderebbe la sua presenza nel momento dello sparo da parte del padre. Lui sostiene di essere entrato in bagno solo in un secondo momento e di aver toccato Marco nell’intento di aiutare il Ciontoli a trascinarlo nel piano inferiore, fino al salotto. Dalle perizie compiute, tuttavia, risulterebbero tracce di polvere da sparo sui suoi abiti. Era presente al momento del delitto? Infine, alla domanda del giudice sul perché l’omicidio di Marco Vannini sia stato considerato ‘uno scherzo’, la replica di Federico ha lasciato sgomenti: ‘Probabilmente perché l’avrò sentito dire da qualcun altro’.

Antonio Ciontoli fuori dai servizi segreti, ora rischia il posto?

In riferimento alle altre news sul giallo di Marco Vannini, il settimanale diretto da Andrea Biavardi riporta una ulteriore novità: Antonio Ciontoli, colui che avrebbe sparato al giovane bagnino nella sua abitazione di Ladispoli, sarebbe stato rimosso dai servizi segreti dove prestava servizio. Ora però, alla luce degli ultimi risvolti, rischierebbe anche il posto nel corpo della Marina Militare nel caso in cui dovesse essere rinviato a giudizio, ipotesi molto probabile. Nel frattempo, l’uomo è lontano dal lavoro per motivi di salute poiché subito dopo l’omicidio di Marco Vannini si è messo in malattia. Per le ulteriori novità sul caso o per le informazioni su altri gialli ancora irrisolti, vi invitiamo a cliccare su ‘Segui’ sopra il titolo della news.