A parlare della morte di Stefano Cucchi stavolta è il senatore Carlo Giovanardi che non ci sta e dice la sua sulla dipartita del giovane geometra, raccontando attraverso "Il Foglio" la verità sull'altro Cucchi e precisando che dopo la sentenza di assoluzione nei confronti degli agenti della Polizia Penitenziaria pronunciata dalla Corte d'Assise d'Appello di Roma, si è verificato un grave caso di disinformazione. In particolare dopo l'ultimo episodio mediatico che ha visto la sorella del Cucchi pubblicare la foto di un agente presentandolo come assassino di suo fratello.

La verità di Giovanardi

Un grave problema di disinformazione, questo è quanto dichiarato dal senatore che a sua volta racconta l'altro Cucchi, un ragazzo che attraverso gli organi d'informazione è passato per "pestato indifeso" e "ucciso da guardie bigotte", mentre a causa di alcuni media sono passati in secondo piano i seri problemi di droga e di spaccio che riguardavano il ragazzo.

Attualmente la verità che viene fuori è quella che vede Stefano Cucchi trovato in possesso di 1 kg di hashish, vittima di 17 ricoveri per lesioni e ferite ma che ha come causa dichiarata della sua morte un arresto cardiocircolatorio da disidratazione.

L'altro Cucchi, il caso

Attraverso l'articolo pubblicato da "Il Foglio", Giovanardi vuole chiarire la posizione giudiziaria del Cucchi cercando di fare informazione e rivelando alcune informazioni che attraverso i principali organi di stampa sono passate in secondo piano e che a suo dire "hanno fatto disinformazione". Il senatore vuole precisare che non tutti sanno che Stefano Cucchi venne arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti e che a seguito di perquisizione domiciliare venne trovato in possesso di 2 "panetti" di hashish del peso di 905 grammi, 103 grammi di cocaina, tre bilancini di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi.

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Riguardo i 17 ricoveri al pronto soccorso causati da ferite, lesioni e fratture certificate negli anni, Giovanardi è convinto non si tratti di problemi con lo Stato, bensì del mondo che il ragazzo frequentava. Ora tocca ai quattro Carabinieri accusati di falsa testimonianza dimostrare la loro innocenza da carnefici di Stefano Cucchi. Come finirà?