Dopo lo sgancio della bomba atomica ad opera della Corea del Nord, perché di bomba atomica si tratterebbe e non ad idrogeno come inizialmente era stato ipotizzato, Obama ha chiamato Seul e poi Tokyo. Chiamate decisive, che passeranno alla storia, perché oggi non si può più ignorare l'accaduto. Il premier statunitense è alla ricerca di intese e soluzioni per porre rimedio definitivamente alla carica esplosiva e distruttiva del presidente nord coreano Kim Jong-Un, il quale ha messo in atto un inaspettato, pericoloso esperimento, lanciando una bomba atomica che ha scatenato un terremoto di magnitudo 5.1.

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Il mondo è scosso e allarmato, mentre in Europa la tensione sale e la borsa va a picco. È necessario trovare una soluzione, perché l'operato di Pyongyang è inaccettabile, un "comportamento incosciente", da isolare e condannare. I contatti telefonici di Obama con Tokyo e Seul servono a ribadire che è ora di prendere una decisione. D'altronde il presidente americano è già molto impegnato nella sua battaglia per la stretta sulle armi. Il presidente giapponese Park Geun-hye ed il sudcoreano Shinzo-Abe ascoltano e condividono la condanna di Obama.

Obama alla ricerca di soluzioni sul problema Corea
Obama alla ricerca di soluzioni sul problema Corea

Il mondo ha bisogno di decisioni adesso, di una presa di posizione internazionale e ferma contro un incosciente come Kim Jong-Un, così come l'ONU è chiamato a fare la sua parte.

Condanna alla Corea del Nord 

"Irremovibile" sarà l'impegno di Obama per la tutela e la sicurezza dei due Paesi, ma è il momento anche di proteggere il resto del mondo dalla minacce del presidente nordcoreano, che ha dichiarato di avere a disposizione la bomba ad idrogeno.

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Nella telefonata a Park il premier ha anche sottolineato che l'azione del nordcoreano è una netta, evidente violazione delle disposizioni vigenti del diritto internazionale, comprese quelle delle Nazioni Unite.

La Corea del Sud prima di decidere ha dichiarato che si consulterà con gli altri Paesi per obbligare la Corea del Nord ad ammettere le proprie responsabilità e le conseguenze del test atomico, e che si impegnerà per proporre altre sanzioni ONU.

Anche il funzionario presidenziale Cho Tae-yong ha condannato l'azione nordcoreana e ha sostenuto la richiesta ONU che prevede lo smantellamento completo del nucleare dello Stato nordcoreano. Intanto il ministro della difesa in Corea del Sud ha disposto il monitoraggio dei movimenti del Paese confinante per garantire una maggiore sicurezza interna.

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