L'attentato ad Istanbul di ieri mattina è costato la vita a dieci persone, di cui otto turisti tedeschi. Il responsabile dell'attentato kamikaze sarebbe un siriano di 28 anni che si è fatto esplodere a Sultanahmet, nel cuore di Istanbul, in una zona molto frequentata da turisti, ricca di attrazioni. 

Nell'attentato suicida sono inoltre rimaste ferite altre 15 persone, tra i quali ci sarebbero sei tedeschi, un peruviano e un norvegese ma tra questi potrebbe esserci anche un sudcoreano, come dichiara Seul; per il momento non sembrerebbero esserci italiani tra le vittime. Sono stati fermati tre russi nei pressi di Antalya, per sospetti legami con l'Isis, la quale ha rivendicato l'attentato.

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Secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Anadolu, i tre uomini avrebbero agito svolgendo una funzione di coordinamento dell'attacco ai jihadisti, ma è ancora da stabilire se abbiano anche preso parte alla fase di preparazione. 

Due allarmi nei mesi scorsi

L'intelligence turca nei mesi scorsi aveva segnalato ben due volte il pericolo di attentati: in particolar modo, due attacchi sono stati segnalati per il 17 dicembre e per il 4 gennaio, sempre indirizzati a zone sensibili e frequentate da turisti.

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Inoltre, gli obiettivi dei terroristi sarebbero anche luoghi diplomatici, con l'intenzione di colpire i paesi Nato in Turchia. 

'Sembrava un terremoto': così il corrispondente racconta l'esperienza dei testimoni dell'esplosione a Sultanahmet. La polizia ha deciso di chiudere l'accesso alla Moschea Blu e Topkapi Palace, per garantire la sicurezza dei turisti. 

L'identikit del kamikaze

Secondo quanto riferito dal vicepresidente turco Numan Kurtulmus, il kamikaze proveniva dalla Siria ed era giunto nel paese da poco.

Si trattava probabilmente, stando alla fonte Dogan, di Nabil Fadli, un uomo di origine saudita. Al momento l'autorità parla di un giovane siriano di soli 28 anni. 

La Germania è in stato di allerta e paura. Le prime reazioni della Merkel arrivano come un fulmine al ciel sereno: èstato  confermato il numero dei tedeschi coinvolti nell'attacco. Il cancelliere riflette con amarezza ma ci tiene a precisare che: "L'obiettivo dei terroristi è la nostra libertà" - e aggiunge - "Sono nemici di tutta l'Umanità che sia in Siria, Turchia, Francia o Germania".

La Merkel conclude con parole di grande solidarietà al popolo turco, troppo spesso e sempre più oggetto di attacchi terroristici. 

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