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Non concede tregua lo sciame sismico che da giorni interessa l'entroterra molisano: dopo la scossa di magnitudo 4.3 registrata alle 19:55 di ieri, la più forte, di magnitudo 3.2, risale alle ore 01:28 di stamane. Avvertendo distintamente il sisma, la popolazione ha contestualmente abbandonato le abitazioni per allontanarsi dall'epicentro. Registrate complessivamente oltre quindici forti scosse, cinque nella sola giornata di sabato.

I danni

"Da una prima verifica dello stato dei luoghi, non si ravvisano conseguenze dannose rilevanti", interviene il primo cittadino Marco Maio.

Nessuna criticità degna di nota, pertanto, a parte un sentimento di paura condivisa. Allestita per questo motivo a Baranello un'area destinata al pernottamento dei più timorosi, che fin da ieri hanno scelto di non trascorrere la notte in casa.

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Numerose le chiamate al 115 ma, al momento, non è fortunatamente giunta alcuna richiesta di soccorso o segnalazione di danni. Stessa cosa per quanto riguarda la sala operativa regionale del 118.

Intanto il governatore Paolo Frattura invita i primi cittadini dei comuni limitrofi a valutare la possibilità di chiusura degli edifici scolastici per la giornata di lunedì 18 gennaio, e continua: "Stiamo monitorando la situazione costantemente, abbiamo sentito i sindaci e le forze dell'ordine di tutti i comuni che si trovano nel raggio di dieci chilometri dal nostro capoluogo". Frattura si è personalmente recato a Campochiaro, nella sala operativa della Protezione Civile regionale, mentre quasi altrettanto allarmante è divenuto il bollettino meteo.

Di fatto, tutto ciò avviene quando la colonnina di mercurio è già scesa sotto lo zero, dopo le bufere di neve che imperversano da giorni.

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Nei comuni dell'hinterland campobassano, dove sono da poco in azione i mezzi spartineve, il manto bianco ha superato i 20 centimetri.

Proprio in Molise, il 31 ottobre 2002, una forte scossa distrusse una scuola elementare a San Giuliano di Puglia (Campobasso), provocando la morte di 27 alunni e della loro maestra.