Molte famiglie palestinesi hanno affermato di avere subito pressioni da alcuni avvocati per firmare la cessione del diritto di proprietà al governo israeliano, di terre appartenute ai loro avi il secolo scorso. L'allarme è stato lanciato da circa trecentomila cittadini palestinesi discendenti dei profughi che furono costretti con la forza a lasciare i loro villaggi durante la guerra del 1948, e durante l'esodo degli arabi palestinesi, chiamato anche giorno della "Nakba" (catastrofe in arabo).

La tattica di Israele

Evidentemente il governo israeliano starebbe lavorando sodo per fare pressione sui rifugiati, con lo scopo di ottenere la firma sui contratti di cessione delle terre, un metodo ritenuto legale per minare il diritto al ritorno dei palestinesi nella loro terra, una delle richieste chiave in ogni possibile accordo di pace presente e futuro.

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In questo modo Israele punterebbe a indebolire le pretese della controparte in futuri colloqui, dichiarando alla comunità internazionale che i profughi hanno venduto le loro terre, quindi non hanno nessun motivo per tornare. Dopo il 1948, i palestinesi furono spogliati dei diritti di proprietà su qualsiasi cosa non potessero portare con loro, in virtù della legislazione del 1950 conosciuta come "Legge sulla Proprietà degli Assenti ". Molti ettari di questi terreni sono stati ceduti illegalmente a comunità agricole ebraiche.

Il metodo ritenuto legale

Gli avvocati che hanno visitato i palestinesi residenti entro gli illegali confini israeliani, ma anche in campi profughi in altri paesi, punterebbero ad ottenere le terre nel tentativo di dare una parvenza di legalità agli occhi della comunità internazionale. Israele vorrebbe dimostrare che la cessione delle terre è avvenuta spontaneamente e che i palestinesi hanno accettato volontariamente di andare via dal proprio paese, eventualità che risulterebbe falsa. Dopo il 1948 Israele ha confiscato circa 8.200 km quadrati di terre ai rifugiati palestinesi, più di un terzo dell'attuale stato ebraico.

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Adesso, stando alle accuse partite dai palestinesi, sarebbero cambiati i metodi, ma lo scopo finale sarebbe sempre lo stesso, ossia ottenere tutto il territorio possibile per edificare nuovi insediamenti e costringere i palestinesi a non tornare a casa.