Mai risarcita per la morte del fratello. La famiglia Alfiero ora ha il fiato sul collo del fisco che chiede il pagamento delle tasse per soldi mai percepiti. Teresa Alfiero sta vivendo un incubo senza fine dal 18 marzo 1997. Quel giorno il fratello Ersilio fu colpito alle spalle da un operaio originario di San Mango che lavorava saltuariamente per l'azienda del padre. Il  ventottenne fu ucciso senza un particolare motivo. Il responsabile di quell'assurdo delitto, mai chiarito neanche durante il processo, è stato condannato a tredici anni di carcere.

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Ancor più lunga la battaglia in sede civile con la famiglia Alfiero che si è vista riconoscere il risarcimento danni dopo quattordici anni tra rinvii e perizie. Seicentomila euro la cifra stabilita dal giudici.

L'autore dell'omicidio non può pagare seicentomila euro

Soldi che non sono mai stati versati alla famiglia dello sfortunato Ersilio in quanto l'autore del folle gesto non dispone delle sostanze necessarie per saldare il debito. Al dolore si aggiunge dolore la beffa. "Due anni fa la prima cartella esattoriale con l'Agenzia delle Entrate di Salerno che ci chiedeva di versare 26.900 euro per le spese di deposito sentenza - riferisce Teresa Alfiero, sorella della vittima in esclusiva a Blasting News.

All'Agenzia delle Entrate abbiamo fatto presente che non abbiamo mai incassato la cifra stabilita dal Tribunale di Salerno a titolo di risarcimento danni ma niente: ci chiedono di pagare".

Sessantamila euro di tasse per le spese di deposito 

Ma non finisce qui. "Poche settimane fa ci è arrivata una cartella di Equitalia" che ci chiede di versare, tra sanzioni ed interessi, 37mila euro ad Equitalia. Non ci sono parole. Facciamo fatica anche a trovarle dopo quanto abbiamo subito in questi anni: mio fratello ucciso a 28 anni senza un motivo, una lunga battaglia in tribunale ed ora anche questa beffa.

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Da qui la decisione di denunciare pubblicamente quello che stiamo vivendo. La speranza è che qualcuna si renda conto di queste assurde pretese e si risolva definitivamente questa situazione". Una vicenda assurda che potrebbe presto finire sul tavolo del Ministero delle Finanze ed essere oggetto di interrogazioni parlamentari.