I media russi stanno riportando la notizia di una donna che, per le strade di Mosca, si sarebbe messa ad urlare il famoso grido degli integralisti islamici, tenendo in mano la testa decapitata di un bambino. La donna potrebbe essere la babysitter che aveva in cura il minore e, sempre secondo le testate russe, avrebbe anche dato alle fiamme l'appartamento in cui si trovava. La polizia aveva anche circondato la stazione metro di Oktiabriskoie Poie. La donna è stata ora arrestata. Aveva anche minacciato di farsi saltare in aria, ma non è tuttavia chiaro se fosse effettivamente in possesso dell'esplosivo.

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I genitori fuori casa

Sembra che l'autrice dell'orribile crimine fosse la babysitter incaricata di prendersi cura del bambino, di età compresa fra i tre e quattro anni. Ancora non chiare le ragioni del gesto, anche se testimoni riportano di aver sentito per strada la donna urlare Allah Akbar. Potrebbe dunque trattarsi dell'ennesimo gesto di follia compiuto da una radicale islamica, ancor più terribile perché ad andarci in mezzo sarebbe stato un infante. Pare che i genitori fossero fuori di casa al momento del compimento della tragedia.

La donna, dopo aver commesso l'omicidio, avrebbe anche dato fuoco all'appartamento dove si trovava e sarebbe uscita di casa con la testa mozzata della vittima. Dopo aver vagato per le strade urlando Allah Akbar, è stata arrestata dalla polizia di Mosca. Secondo LifeNews, la vittima sarebbe una bambina, di nome Nastya M. Non resta che sperare che la donna venga messa nelle condizioni di non nuocere e che il livello di sicurezza nella società occidentale venga incrementato. Non è ancora chiaro, tuttavia, se l'omicida sia russa o di altra nazionalità, così come sono ignote le nazionalità della vittima e dei genitori.

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Sembra quasi certo, tuttavia, che si sia di fronte all'ennesima follia causata dall'integralismo islamico e dalla complicatissima situzione in medio Oriente, la quale peraltro vede l'intervento attivo della Russia di Vladimir Putin.