Si fanno chiamare Sun Ladies – Dame del Sole – un nome che riflette la riverenza solare della loro cultura Yazidi: elementi monoteisti intrisi dai valori di altre religioni. Una volta la religione Yazidi contava oltre 650.000 fedeli in Iraq, quasi tutti concentrati nella parte settentrionale della piana di Ninive, ma ora , dopo la campagna genocida dell’ISIS atta a “purificare” l'Iraq dai non musulmani, il numero si è ridotto a meno di 200.000 unità. 

Le Sun Ladies sono ragazze fatte prigioniere durante le scorribande dello stato islamico.

Hanno visto le loro famiglie trucidate dall'Isis nell'agosto del 2014 a Sinjar area a confine tra Iraq e Siria per poi conoscere la schiavitù. Obbligate a convertirsi all’islam radicale, forzate a sposarti con uomini che non conoscevano e violentante, molte sono riuscite a scappare dopo essere state vendute a militari di basso rango. Ora sono un esercito di donne libere il cui obbiettivo è distruggere lo Stato Islamico, pronte a combattere chi ha portavo via loro tutto. 

Comunque vada una guerra, le donne sono sempre le prime vittime

“Non stiamo difendendo solo noi stesse dal male, ma stiamo difendendo anche tutte le minoranze della regione”, ha detto il capitano Khatoon Khider "Faremo tutto ciò che ci verrà chiesto, dopo quello che ci è successo non abbiamo più paura di nulla" aggiunge in un'intervista coi reporter di FoxNews.

Khider è una delle 123 donne Yazidi di età compresa tra 17-37 che sono state sottoposte ad addestramento e preso il loro posto tra le file delle forze Peshmerga curde, e ci sono altre 500 ragazze che sono in attesa di addestramento. 

“Ho visto scene terrificanti, madri che si uccidevano gettandosi dai precipizi con in braccio i figli pur di non consegnarsi ai jihadisti. Uomini trucidati per aver opposto resistenza, così come gli anziani.

A loro [gli uomini dello Stato Islamico, ndr] interessava rapire solo le donne ed i bambini, da utilizzare rispettivamente come schiave e merce di scambio tra guerriglieri e come giovanissime reclute da manipolare e addestrare alla guerra” racconta Khider.

“Le nostre famiglie sono orgogliose di ciò che stiamo facendo”, Khider

Khider non aveva nessuna esperienza con le armi o di combattimento, quando si è avvicinata al comando Peshmerga ed ha proposto l'idea di una forza armata specializzata di donne Yazidi.

Dopo esser soppravvissute all'assalto sul monte Sinjar, le donne Yazidi sperano che nel formare quest’esercito, saranno in grado di proteggere se stesse ed ispirare altre minoranze a seguirne l'esempio.

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