Napoli piomba di nuovo nella paura, in poco più di 24 si sono registrati tre omicidi, è in atto una vera e propria guerra. L’ultimo omicidio è avvenuto intorno alla mezzanotte a Marigliano dove il giovane Francesco Esposito, di 33 anni, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco. Esposito stava rientrando nella sua abitazione, un condominio sito in Via Pontecitra, quando è stato raggiunto da una serie di colpi che non gli hanno lasciato scampo. Sull’omicidio stanno indagando i Carabinieri del nucleo operativo di Castello di Cisterna, Francesco Esposito era già noto agli inquirenti perché aveva avuto dei precedenti per droga.

Come già detto quello di Esposito è il terzo omicidio in meno di due giorni che avviene nel napoletano.

Giovedì un ragazzo di 24 anni è stato freddato a colpi di pistola a Napoli, nel rione Don Guanella, mentre nella notte tra Giovedi e Venerdi un altro uomo è stato ucciso a Bagnoli. Non era ancora arrivata la mezzanotte quando Pasquale Zito, che a bordo della sua auto stava tornando verso casa, è stato raggiunto dai sicari che gli hanno esploso contro ben 10 colpi d’arma da fuoco dei quali 8 sono andati a segno. Ad accorgersi della sparatoria è stato il padre della vittima che è accorso subito in soccorso del figlio ventunenne con una corsa disperata verso l’ospedale più vicino. I medici hanno tentato tutto il possibile per salvare Pasquale Zito, ma le sue condizioni sono apparse disperate fin dall’inizio. Il ragazzo è deceduto circa un’ora dopo dell’arrivo al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo tra le braccia del padre disperato e le lacrime dei parenti.

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Sull’auto di Zito sono stati trovati 1900 euro e due cellulari, il ragazzo era già noto alle forze dell’ordine, ma il papà ha subito gridato la sua innocenza sostenendo che era un bravo ragazzo.

Tutti giovanissimi con un destino segnato

Ventuno, Ventiquattro, trentatré. Queste le età degli ultimi tre morti ammazzati nel napoletano dove sembra sia in corso una guerra spietata tra bande rivali per la contesa del territorio. Ragazzi, poco più che ventenni, si ritrovano in contesti criminali spietati che non consentono via d’uscita, la loro è una vita diversa da quella dei coetanei, una vita, fatta di violenze e disagio sociale, che non lascia scampo: o morte o carcere.