Dopo il recente rapporto annuale della Guardia di Finanza, che riportava i dati (non troppo confortanti) riguardo a sprechi, corruzione ed evasione, ecco che scoppia un'inchiesta sugli appalti dell'Anas. È infatti recente l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Roma e rivolta a 19 individui fra dirigenti e funzionari della società autostradale, insieme con imprenditori che si sono aggiudicati appalti per imprese pubbliche di primaria importanza.

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Non manca fra l'altro un coinvolgimento politico, che si manifesta nella persona di Marco Martinelli, avvocato e attualmente parlamentare di Forza Italiail quale avrebbe ricevuto dalla finanza un avviso di garanzia.

L'inchiesta pare sia iniziata a ottobre dello scorso anno, riguardante le mazzette pagate dagli imprenditori ai funzionari dell'Anas per ottenere gli appalti oggetto dell'indagine ed è culminata stamattina con l'operazione che ha visto impegnati 250 finanzieri e portato a compimento i 19 arresti di cui sopra.

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Attualmente, ci sarebbero in corso oltre 50 perquisizioni ed è già stato sancito il sequestro di 800 mila euro, considerati frutto delle attività illecite contestate.

Il tutto sarebbe iniziato quando Antonella Accroglianò soprannominata la Dama Nera, dirigente Anas, ha ammesso (appunto lo scorso ottobre) di essere al vertice del sistema corruttivo, cosa che ha dato il via agli accertamenti congiunti fra Polizia Tributaria e Guardia di Finanza. Il deputato coinvolto nell'inchiesta, era stato eletto nel 2013 nelle liste del Popolo delle Libertà ed è membro della commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati.

L'indagine si va ad aggiungere ai dati preoccupanti riportati dalle fiamme gialle negli scorsi giorni e riguardanti una corruzione che ancora affligge in maniera preoccupante il nostro Paese; anche se in minor misura rispetto a questioni di questo tipo occorse lo scorso anno come la ben nota mafia capitale, questa ennesima indagine dovrebbe far suonare un altro campanello d'allarme sulle necessità di discutere il tema in ambienti politici, come peraltro caldamente suggerito negli scorsi giorni dall'Unione Europea.

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