Un danno patrimoniale superiore ai 4 miliardi è quello stimato dalla Guardia di Finanza e che sarebbe occorso nell'anno 2015 a danno della Pubblica Amministrazione. Il rapporto è disponibile sul sito del corpo e condiviso anche sulla rispettiva pagina Twitter.

Scendendo nel particolare, sonooltre un miliardo i finanziamenti pubblici richiesti o percepitiin maniera illecita;risultano essere 4084 i trasgressori denunciati, esoltanto per 38di questi si è effettivamente arrivati all'arresto.

A questi, si aggiungono altri300 milioniditruffe previdenziali e al sistema sanitario,per le quali sono 6799 le denunce e 27 gli arrestati. La Corte dei Conti ha, in totale, svolto 2644 accertamenti, che hanno portato a segnalare alla Magistratura contabile un totale di8021 soggetti.La stessa Guardia di Finanza, ha inoltre svolto 3870 indagini edenunciato 3719 persone; di questi la preoccupante quota del23% per corruzione e concussionema, ancora peggio, oltre la metà(56%) perabuso d'ufficio.

Per quello che riguarda gli appalti pubblici, un temasempre molto caldo nel nostro Paese,quasi un terzo degli appalti totali del 2015 è stato assegnato in maniera illecita; su questo numero, sicuramente grava lo scandalo Expo e quello di mafia capitale che hanno travolto il nostro Paese.

E come se questo già di per sé non bastasse, è in aumento anche il fenomeno dell'evasione fiscale,calcolata su quei soggetti che, percependo reddito, risultano totalmente sconosciuti al fisco e che sono quindievasori totali: erano poco meno di 8000 nel 2014 e invece arrivano a quota8485 nel 2015.

E se gli evasori aumentano, la lotta all'evasione invece latita: le Fiamme Gialle fanno infatti sapere di aver denunciato 13665 soggetti per evasione (non solo totale) e di questisono solamente 104 gli arrestati,pochi a differenza di quanto spesso sostenuto dal Governo.Nonostante questo, l'esiguo numero di evasori "beccati" ha prodotto 1 miliardo circa inbeni requisiti.

Da segnalare che 2466 sono le frodi perpetrate tramite società fantasma, cosa da tenere d'occhioin particolare alla luce delle critiche mosse dalla commissione antimafia ai danni del ddl concorrenza.

SecondoFranco Roberti (procuratore nazionale antimafia), infatti, gli articoli della norma (44 e 45) che escludono la necessità dell'intervento di un notaio sia per la costituzione delle s.r.l. semplificate sia per il trasferimento delle quote societarie delle stesse e rendono quello che era finora un atto pubblico una scrittura privata, agevolerebbero le organizzazioni criminali proprio nella costituzione di società fantasma, pensate per nascondere capitali o effettuare movimenti illeciti che finiscono per inquinare l'economia del Paese.

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