Un attacco suicida a Lahore, capitale del Punjab e sede politica del primo ministro Nawaz Sharif, ha provocato nella serata di ieri l’uccisione di almeno 60 persone e il ferimento di 200, bilancio ancora provvisorio. L’esplosione è avvenuta al cancello principale del Gulsham Iqbal Park, il frequentato parco cittadino, vicino alle altalene dei bambini. Al momento attuale nessun gruppo ha ancora rivendicato la responsabilità dell’attentato. I soccorritori che sono sul luogo della terribile esplosione stanno cercando di prestare immediato soccorso ai feriti che sono per lo più donne e bambini, secondo quanto comunicato dall’agenzia di stampa Reuters.

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Bersaglio dell'attentato le famiglie cristiane

Una fonte pakistana della BBC Shaimaa Khalil informa che il probabile bersaglio dell’attacco suicida sono state le numerose famiglie cristiane in gita per il weekend di Pasqua, mentre un testimone oculare avrebbe dichiarato che l’esplosione ha gettato nel caos la folla, scatenando un fuga precipitosa e la conseguente separazione dei bambini dalle proprie famiglie.

Tutti i principali ospedali della zona sono in stato di assoluta emergenza, e Facebook ha attivato una procedura di controllo per verificare quali dei propri utenti siano in salvo.

Il primo ministro pakistano Muhammad Nawaz Sharif ha condannato con sdegno l’attentato, esprimendo profondo dolore per le vittime e dichiarando 3 giorni di lutto in tutta la regione del Punjab.

Nel frattempo a Islamabad ci sono stati forti scontri

Il Pakistan non è nuovo a episodi di simile violenza, e mentre si procede con le operazioni di soccorso a Lahore, si ha notizia che nella capitale Islamabad la polizia ha sparato i gas lacrimogeni contro i manifestanti che stavano marciando a sostegno dell’islamista Mumtaz Qadri, impiccato il mese scorso per l’omicidio del governatore del Punjab Salman Taseer.

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L’omicidio avvenne 5 anni fa dopo che Taseer aveva difeso una donna cristiana, Asia Bibi, incarcerata con l’accusa di blasfemia. Salman Taseer, membro anziano del Partito del Popolo Pakistano, venne freddato da 26 colpi di arma da fuoco mentre, scortato dalle sue guardie del corpo, stava salendo in auto dopo una visita al Kohsar Market, un centro commerciale noto di Islamabad.