Dopo gli attacchi terroristici di Bruxelles che hanno messo in ginocchio l’intera Europa e scatenato un’ondata di paura e preoccupazione, è doveroso un lucido riepilogo dei fatti che, nella concitazione degli eventi, rischiano di andare perduti.

Gli obiettivi colpiti

Alle 8 della mattina del 22 marzo due esplosioni nell’Aeroporto di Zaventem devastano la sala partenze. Esattamente un’ora dopo una forte esplosione nella stazione della metropolitana di Maelbeek getta nel panico la folla che vi si trovava, spostando l’attenzione nel cuore di Bruxelles, a pochi passi dalla sede dell’Unione Europea e della Nato.

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Le vittime

Il bilancio attuale è di 31 morti e oltre 250 feriti; la prima vittima identificata è Adelma Marina Tapia Ruiz, peruviana da sei anni residente in Belgio, deceduta mentre era in attesa di imbarcarsi insieme al marito e ai suoi gemelli di 3 anni. Una nota della Farnesina informa che tra le vittime dell’attacco alla fermata della metropolitana potrebbe esserci un’italiana, data in un primo momento per dispersa e in seguito ritrovata durante la drammatica procedura di riconoscimento delle salme.

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Le indagini

Le autorità belghe, grazie ai sistemi di video sorveglianza interni all’aeroporto, hanno individuato tre uomini sospetti procedere insieme un attimo prima dell’esplosione. Due di loro, i fratelli El Bakraoui, erano già noti alla polizia per criminalità organizzata e, secondo le autorità, sono i kamikaze che hanno provocato l’esplosione all’interno del terminal. Il terzo uomo, dopo una serie di incursioni serrate nel cuore della città, è stato fermato e identificato come Najim Laachroui, l’artificiere.

Il suo Dna era stato ritrovato sulle cinture esplosive utilizzate al Bataclan e allo Stade de France lo scorso novembre. L'agenzia Amak, agenzia di stampa vicina al Califfato, informa che Isis ha rivendicato entrambi gli attentati di Bruxelles.

Cosa sapeva l’intelligence

Secondo i funzionari dei servizi segreti statunitensi, il Belgio sedeva su una bomba a orologeria. La presenza di appartenenti alle cellule jihadiste nel cuore di Bruxelles non era un mistero.

Il Belgio è stata una delle principali preoccupazioni per i funzionari dell’antiterrorismo a causa del gran numero di combattenti qui reclutati e inviati in Siria e Iraq a raggiungere le fila dell’Isis. Dopo la cattura di Salah Abdeslam avvenuta nei giorni precedenti gli attacchi terroristici di Bruxelles, la Francia e il Belgio sono stati messi in guardia circa probabili attentati terroristici.

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