L'omicidio del ventitreenne romano Luca Varani riserva un altro colpo di scena inquietante: si sta vagliando l'ipotesi di un possibile video girato durante le torture. A conferma di ciò, gli investigatori avrebbero sequestrato un computer di Marc Prato, per verificare se al suo interno possano essere contenuti dei filmati relativi al massacro. L'ipotesi è stata presa in considerazione dopo alcune affermazioni di Manuel Foffo, il quale ha rivelato che nello smartphone del pr romano erano presenti video di stupri e torture scaricati dal web.

Pubblicità

Eventuali riprese delle sevizie sarebbero state girate per poi caricarle in rete su "canali specializzati" in pratiche sessuali estreme, o come oggetto di scambio tra appassionati del genere. Al momento però, non ci sono riscontri oggettivi e questa resta un'ipotesi che gli investigatori stanno vagliando scrupolosamente, vivisezionando tutti i dispositivi tecnologici dei due carnefici.

Luca Varani stordito dall'Alcover

Durante la puntata del 16 marzo di "Chi l'ha visto", è stato confermato un altro dettaglio importante che spiega come Luca sia stato reso del tutto incapace di difendersi dai suoi aguzzini.

Marc Prato gli avrebbe offerto un drink nel quale era dissolta una dose non indifferente di Alcover, la cosiddetta "droga dello stupro". Come ha spiegato l'esperto, intervistato da un giornalista della trasmissione, questa è una sostanza inodore che, disciolta in una bevanda, non genera alcun sospetto nella vittima, e ha come effetto immediato una specie di intorpidimento generale, che provoca l'incapacità di produrre alcun tipo di reazione nel soggetto che l'ha assunta.

Dunque, questo particolare diventa un ulteriore tassello nel delineare la ferocia con cui Marc Prato e Manuel Foffo avrebbero condotto le sevizie sul corpo del ventitreenne romano.

Pubblicità
I migliori video del giorno

Potevano sedarlo, ma hanno optato per una sostanza che in qualche modo lo rendeva cosciente durante il massacro, ma del tutto incapace di difendersi. Un'ulteriore conferma che, forse, l'ipotesi della premeditazione non possa essere solo una suggestione giornalistica.