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Nei rapporti condominiali si richiede un costante equilibrio fra le esigenze e gli interessi di tutti i partecipanti alla comunione. Tale principio è contenuto infatti nell’articolo 1102 c.c. che in breve prevede dei limiti che escludono la possibilità di alterare la destinazione della stessa cosa comune e di impedire agli altri partecipanti di farne uso secondo il loro diritto. Allo stesso modo anche l’articolo 1135 c.c. fissa dei limiti ai poteri dell’assemblea di condominio al fine di evitare che l’approvazione delle delibere che invadono la sfera di proprietà dei singoli condomini incidono in modo pregiudizievole sui diritti individuali sulle cose o sui servizi comuni o sulla proprietà esclusiva  di ogni condomino.

Tale principio è stato ribadito da una recente sentenza delle Corte di Cassazione,  la n. 4726/2016  che ha statuito la nullità di una delibera dell'assemblea condominiale con la quale si era approva la costruzione di un ascensore esterno la cui gabbia limita la visuale di uno dei proprietari

Descrizione del caso sottoposto all’attenzione della Cassazione

La vicenda affrontata dalla Corte di Cassazione ha come protagonista una condomina che ha proposto impugnazione davanti il Tribunale contro la delibera di condominio con la quale l'assemblea aveva approvato, a maggioranza, la costruzione della gabbia di contenimento dell'ascensore, all'esterno dell'edificio condominiale.

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La condomina aveva quindi chiesto la demolizione dell’opera affermando che la gabbia pregiudicava la visuale delle finestre degli appartamenti di cui era comproprietaria. Il Tribunale, anche a seguito della CTU espletata ha accolto il ricorso della condomina, ordinando dunque la demolizione e ha condannato il condominio al risarcimento dei danni. Dopo che anche la Corte d’Appello ha confermato tale statuizione il condominio tramite il suo amministratore ha deciso di proporre ricorso per Cassazione sottolineando che la delibera assembleare adottata con le maggioranze prescritte dalla legge a suo tempo non era stata impugnata tempestivamente dal condomino, ma solo molto tempo dopo che ormai i termini era decorsi. La Corte di Cassazione però ha abbracciato la decisione dei giudici di merito  e ha statuito  innanzitutto che l'impugnazione anche se proposta  fuori il termine doveva considerarsi ammissibile poiché la delibera violava la sfera della proprietà esclusiva della condomina.

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Ne conseguiva che tale invasione doveva essere specificamente accettata, anche con l’approvazione del regolamento di condominio e chiedendo inoltre il consenso espresso alla condomina

Limiti alla validità di una delibera condominiale

La Corte di Cassazione ha chiarito dunque i limiti dell'utilizzo delle parti comuni che consistono nel divieto di ciascun partecipante di impedire agli altri  di farne parimenti uso secondo il loro diritto.  E in questo senso il condominio aveva usucapito il diritto di tenere la gabbia dell'ascensore nella posizione in cui era stata installata violando però le norme sulle distanze legali. Ne derivava quindi un’alterazione della destinazione della cosa comune, che non consentivano il pari uso secondo il diritto di ciascuno condomino ed in primis della condomina che si è vista pregiudicata la visuale. Insindacabile dunque a decisione della Suprema Corte di rigettare il ricorso del condominio. Per altre info di diritto potete premere il tasto segui accanto al nome.