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I leader europei sono concordi. La rotta Libia-Italia potrebbe essere caratterizzata da nuove ondate di migranti. Il problema è quello di porre un freno ai traffici di esseri umani ed evitare nuove tragedie del mare ed è stato questo il senso della riunione che si è tenuta a Bruxelles, a margine dell'incontro dei 28 rappresentanti dell'UE con il governo turco sulla questione Grecia, e che ha visto protagonisti l'Alto rappresentante per la Politica estera, Federica Mogherini, con i premier di Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna e Malta.

Le possibili soluzioni

Federica Mogherini, Matteo Renzi, Francois Hollande, Angela Merkel, David Cameron, Mariano Rajoy e Joseph Muscat si rivedranno in Lussemburgo il prossimo 18 aprile per discutere delle possibili soluzioni al problema.

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A tenere banco l'idea che la missione Eunavfor Med, conosciuta anche come "Operazione Sophia", possa operare in acque territoriali libiche per prevenire le tratte di esseri umani. La missione venne lanciata a giugno dell'anno scorso con lo scopo di neutralizzare le organizzazioni criminali che basavano le proprie attività illecite sui traffici di esseri umani dalle coste libiche. Per fare ciò è però necessario avere il nulla osta del governo libico che di fatto non esiste ancora. La soluzione ulteriore potrebbe essere quella di coinvolgere l'attuale governo di Tobruk, riconosciuto e destinato dalle Nazioni Unite ad assumere la guida del Paese. Tra le proposte avanzate nel corso del vertice c'è stata quella di Matteo Renzi che ha posto sul tavolo la possibilità di avviare un piano europeo di investimenti per l'Africa subsahariana.

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Secondo il premier italiano, "ciò permetterebbe di affrontare la questione migratoria alla radice".