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La relazione annuale dell'intelligence inviata al Parlamento, rivela che l'Italia appare "sempre più esposta" al rischio di attentati, anche se, va precisato, ad oggi non si hanno riscontri per quanto riguarda piani terroristici. Il Bel Paese, si sottolinea, viene preso di mira dalla propaganda jihadista per i suoi rapporti con Stati Uniti e Israele e per l'impegno nazionale per la lotta al terrorismo. Particolarmente delicata è la gestione del Giubileo a Roma, evento che aumenta l'esposizione al rischio della nazione. E' da ritenere dunque elevato il rischio di nuove azioni in territorio europeo, con attacchi di stampo jihadista, sullo stile di quelli di Parigi.

In aumento il numero di combattenti partiti dall'Italia

La relazione annuale dell'intelligence, rivela come sia in costante aumento il numero dei foreign fighters italiani, fenomeno che inizialmente aveva numeri più contenuti rispetto alla media europea.

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Processi di radicalizzazione estremamente brevi in termini temporali riguarda i giovanissimi, spesso consumati all'insaputa degli stessi famigliari. Di conseguenza si sottolinea come venga riservata la massima attenzione nei confronti di coloro che rientrano in Italia, dopo aver, verosimilmente, combattuto nei teatri di guerra medio-orientali. Stessa attenzione riservata a coloro che, già residenti in Italia, abitualmente si muovono nello spazio Schengen.

Più che dal Nordafrica, secondo gli 007 il rischio di infiltrazioni terroristiche deriva dai paesi balcanici. La rotta est europea rappresenterebbe infatti zona di transito privilegiata dai foreign fighters. Risalirebbe a 900 il numero di persone partite dalle regioni della penisola balcanica. L'attività d'intelligence si è focalizzata sulle possibili contaminazioni tra immigrazione clandestina e terrorismo.

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Alla luce dei numerosi contesti di crisi, dalla Siria al Nordafrica, si teme che infiltrazioni di terroristi di matrice islamica possano portare alla radicalizzazione di elementi destinati a giungere in Europa. Altro elemento che viene sottolineato dalla relazione degli 007 è che, avendo vissuto in territori di guerra, magari combattendo attivamente, i nuovi migranti potrebbero rappresentare un pericolo, proprio grazie al background bellico acquisito.

Dalla Libia arriva il 90% dei migranti sbarcati in Italia

Il 90% degli immigrati sbarcati sulle nostre coste giungono dalla Libia, paese nel quale operano liberamente diverse organizzazioni di trafficanti, in grado di gestire ogni fase del trasferimento di persone. In Italia sono presenti gruppi criminali, composti per lo più da elementi provenienti dall'Africa e dalla Romania, specializzati nel fornire assistenza e documenti falsi agli immigrati in arrivo dal Nordafrica. Dalla relazione risulta inoltre di particolare rilevanza il coinvolgimento di alcuni gruppi della criminalità organizzata pugliese nel trasferimento di immigrati dai Balcani, come già detto in precedenza, territorio privilegiato da organizzazioni terroristiche, sia per il transito che per l'insediamento di basi logistiche in supporto a possibili pianificazioni terroristiche nei confronti dell'Italia e dell'Europa.