Se la sanità calabrese non è all'avanguardia, la colpa è anche di chi non svolge bene il proprio mestiere.Sono tanti i casi del genere, dove infermieri, medici e operai prestanti servizio per aziende medico-sanitarie calabresi, timbravano il proprio cartellino per poi uscire abitualmente senza problemi.Questa volta, però, la Guardia di Finanza di Rossano, nel cosentino, ha condotto un'indagine su alcuni dipendenti dell'Azienda Ospedaliera provinciale, scoprendo ben 12 furbetti del cartellino.

Sono 12 le misure di custodia cautelare

La lunga indagine con pedinamenti e telecamere nascoste delle Fiamme Gialle, ha evidenziato la triste realtà che ha portato agli arresti domiciliari nove persone e all'obbligo di firma per altre tre persone.Le indagini e gli accertamenti sul fenomeno, sempre più diffuso, dell'assenteismo,hanno fatto chiara luce, su quella che è la realtà della sanità calabrese, dove anche aReggio Calabria si è assistito ad un terribile caso di malasanità.

L'operazione della Finanza di Rossano, guidata dal capitano e comandante della compagnia Francesco Coppola, ha portato all'arresto di 12 persone tutte residenti nella provincia di Cosenza.

Nella regione, per reddito pro capite, più povera d'Italia, quella che risalta da questa lunga indagine, è un'altra brutta immagine di quel paese che, era la vecchia 'Magna Grecia'.

La metà del personale dell'Azienda Sanitaria è indagato

Timbrare il cartellino, per poi uscire a fare la spesa, andare dal meccanico o fare altre faccende personali varie, è un problema che riguarda tutta l'Italia in generale, però, in Calabria, la gente ha qualcosa di più da recriminare, dopo quest'indagine.Infatti, nella terra calabra, la sanità è un vero e proprio problema, dove gli ospedali si apprestano a chiudere e dove spesso, secondo testimonianze di cittadini, mancano anche i prodotti di primo intervento.

I fondi alle Aziende Sanitarie calabresi stendono ad arrivare, ma quelli che arrivano, finiscono nel baratro di quei furbetti del cartellino, cosa che manifesta poco senso civico.Infatti, gli indagati di quest'ultima operazione sono 21, circa la metà del personale che presta servizio in un ufficio decentrato dell'Azienda Ospedaliera provinciale, notizia che, certamente, non fa ben sperare in un futuro di sviluppo in quella terra, che un tempo molto lontano, fu 'Magna Grecia'.

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