In fin dei conti la possibilità che l'Isis possa disporre di armi di distruzione di massa o possa attaccare le centrali nucleari europee è tutta da verificare. Chi invece dispone del più grande arsenale atomico del pianeta sono sicuramente gli Stati Uniti d'America. Se Donald Trump diventerà presidente, l'uso delle armi nucleari contro lo Stato Islamico è una possibilità. Lo ha detto lui stesso in una recente intervista, una delle tante in questa interminabile fase delle primarie USA che porterà alle nominations. Secondo Trump, i sistemi di sicurezza della NATO sono ormai "obsoleti" e l'impiego di armi nucleari "tattiche" contro lo Stato Islamico è un opzione che lui stesso attuerebbe da presidente, "in caso di necessità".

Nuovo attacco alle comunità islamiche

Nel corso dell'intervista rilasciata a "Bloomberg TV", l'impreditore newyorkese è stato nuovamente molto duro all'indirizzo delle comunità islamiche presenti in Europa e negli Stati Uniti. Ha parlato innanzitutto di rafforzare la sorveglianza nei pressi delle moschee per individuare eventuali terroristi. "Dobbiamo costringere gli islamici a rispettarci - ha sottolineato - ed espandere gli strumenti messi a disposizione dalle nostre leggi per una maggiore libertà di azione. Loro non hanno leggi ed uccidono le persone, i nostri metodi attuali pertanto non sono efficaci". Il Trump-pensiero ormai lo conosciamo bene, sarà un caso ma una fonte autorevole ha giudicato la sua possibile presidenza un pericolo maggiore di quello costituito dallo Stato Islamico.

Alla fine l'equazione non è così difficile: "The Donald" non è gestibile ed il presidente americano è, politicamente e militarmente parlando, l'uomo più potente del pianeta.

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