"È stato Paolo ad uccidere Stefano" intercettata nel luglio 2015 la madre di Paolo Pinna, mentre lo spiega al marito Roberto. Quindi i genitori di Pinna non erano all'oscuro del terribile omicidio commesso dal proprio figlio a Orune la mattina dell'8 maggio 2015 freddato con tre colpi di fucile. Qualche giorno fa l'arresto che ha finalmente dato una svolta alle indagini lunghe e difficili che da un anno proseguono nei paesi della Barbagia, in Sardegna, dove regna l'omertà e dove nessuno apre bocca per confessare di aver visto in faccia gli assassini la mattina alla fermata del bus. 

In manette Paolo Enrico Pinna di Nule, 18 anni attualmente ma minorenne all'epoca dei fatti, e Alberto Cubeddu di Ozieri, cugino 21enne di Paolo.

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Sono entrambi accusati di omicidio dello studente di Orune ma anche della sparizione di Stefano Masala, del quale non è ancora stato rinvenuto il cadavere, ma solamente la sua autovettura in fiamme nei pressi di Pattada il giorno dopo dell'omicidio. 

Una coincidenza?

Assolutamente no. Gli inquirenti hanno ricostruito i fatti minuziosamente e dai filmati delle telecamere risulterebbe che la macchina utilizzata dagli assassini fosse proprio quella di Stefano Masala, un'Opel Corsa grigia, dalla quale scese uno dei killer che sparò freddamente tre colpi di fucile, uno al volto, quello fatale, e due al fianco destro. Da quel momento l'auto fece perdere le sue tracce fino al ritrovamento il giorno dopo.

Il movente

Tutto ha inizio a Orune nel dicembre 2014, in occasione della manifestazione sarda "Cortes Apertas", quando i ragazzi riuniti a festa all'interno di una sala da ballo hanno una discussione perché Paolo Enrico Pinna, di Nule, importuna pesantemente Eleonora, la ragazza di Gianluca Monni. Nasce una discussione che finisce male, Pinna mostra una pistola a Monni minacciandolo, viene in seguito accerchiato, umiliato e picchiato.

Per mesi cala il silenzio, finché non appare nelle chat di Whatsapp una poesia che fa il giro dei gruppi di amici e sembrerebbe sbeffeggiare proprio il diciottenne di Nule, inasprendo così la rabbia che mesi dopo è sfociata nel terribile omicidio.

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Gianluca prendeva il pullman tutte le mattine per raggiungere il Liceo Volta a Nuoro, e gli assassini hanno premeditato tutto alla perfezione: avrebbero rubato la macchina di Stefano Masala e avrebbero fatto sparire quest'ultimo in modo da far ricadere su di esso le responsabilità.

Ma qualcosa gli assassini non l'avevano calcolata

Intercettazioni telefoniche, cimici e microspie hanno permesso di ricostruire movimenti e conversazioni dei familiari e degli stessi assassini, facendo luce così anche sulla situazione familiare di Pinna, che spesso e volentieri aggrediva sua madre dandole anche della poco di buono.

Era il 26 giugno 2015:

"Stando a Sassari a quest'ora eri in mezzo alla strada. Guarda come sei vestita sembri una p..."

La madre avvilita risponde "Non me ne frega niente"

Lui incalza "La gente non ci esce con i figli di p..."

Ancora la madre "E tu lo sai che sei un assassino?"

"Gli assassini li guardano meglio dei figli di p..." Questa la risposta del figlio, che non nega assolutamente di esserlo ma ne va quasi fiero. In attesa della sentenza i due giovani staranno in carcere e dovranno rispondere di omicidio e della sparizione del giovane di Nule.

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