L'Ecuador ha deciso di vietare le corride considerandole "spettacolo pubblico di violenza gratuita e di torture". Saranno severamente vietati da ora in poi anche i combattimenti di galli e di cani. Tutto questo grazie al sostegno della maggioranza della popolazione al referendum che chiedeva "Lei è d'accordo che nella Sua zona di residenza si proibiscano spettacoli che hanno come ultimo scopo la morte di un animale?". 

Malgrado i risultati definitivi non siano stati ancora resi pubblici secondo le dichiarazioni del Consejo Nacional Electoral la proibizione di questo genere di spettacoli avrebbe vinto con il sostegno del 61,2% degli ecuadoriani.

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Tuttavia, lo spettacolo si potrà continuare a svolgere se la vita e la dignità dell'animale verranno rispettate, come accade in Portogallo. Lo stesso avverrà in quelle giurisdizioni in cui si sia avuto lo stesso risultato elettorale come Ambato, Riobamba, Giron, Valencia Mejia. Non così a Quito, la città più "taurina" del Paese andino, dove i combattimenti con i tori sono vietati in toto. E neppure a Cayambe.

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Tutti gli amanti degli animali hanno accolto con immensa gioia la buona notizia che è auspicabile abbia un seguito anche in altri Paesi europei ed extraeuropei. In Francia, dopo quattro anni di battaglie da parte di numerose associazioni animaliste, la Corte d’Appello di Parigi ha rimosso la corrida dal Patrimonio Culturale Immateriale (PCI) di Francia. Nella lista dal 2011, questo genere di manifestazione avrebbe potuto diventare patrimonio dell’Unesco, allontanando sempre di più la speranza dell’abolizione definitiva di quello che in molti chiamano «tortura, non cultura».

Una decisione che avrebbe imbarazzato lo stesso Voltaire, che riguardo al rispetto per gli animali aveva scritto: "E' incredibile e vergognoso che né predicatori né moralisti abbiano fatto sentire la propria voce contro gli abusi nei confronti degli animali".  

Fatale anche per i toreri

Del resto lo abbiamo visto nei giorni scorsi, la corrida non è fatale solo al toro. Può esserlo in maniera irrimediabile per lo stesso torero.

In Messico uno dei decani e più amati toreador messicani, Rodolfo Rodriguez, 64 anni, noto come el Panà, ha terminato domenica scorsa la sua carriera nel dramma: durante una corrida, è stato incornato violentemente da un toro, che gli ha fratturato tre vertebre. Nonostante sia stato sottoposto ad un lungo intervento chirurgico, il torero Rodriguez rimarrà tetraplegico. "El Penà ha subito un danno irreversibile alle vertebre cervicali, cosa che fa di lui un paziente non più autosufficiente, che dovrà rivolgersi ad altri per espletare anche le sue necessità di base", hanno affermato i medici dell'équipe che ha eseguito l'operazione citati dalla stampa messicana. 

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