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Le virate repentine fatte prima della caduta dall'Airbus 320 dell'Egyptair e le modalità della stessa, portano gli esperti ad escludere che possa essersi trattato di un'avaria. L'ipotesi investigativa più accreditata, è che sia stata piazzata una carica esplosiva, e non è da escludere che a farlo possa essere stato un kamikaze. La bomba potrebbe essere stata introdotta da qualcuno salito in aereo nello scalo parigino, ma il sabotaggio potrebbe essere avvenuto anche durante uno degli altri scali.

Le virate repentine

L'analisi degli ultimi minuti di volo dell'Airbus, prima della caduta, e la tranquillità palesata durante le comunicazioni tra l'aereo e la torre di controllo, fanno presumere che l'inabissamento sia dovuto ad un evento improvviso e inatteso.

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Le due virate repentine - 90 gradi a sinistra e quindi 360 gradi a destra - registrate dai controllori del traffico aereo, non sarebbero dovute a manovre d'emergenza, che peraltro il pilota sarebbe stato tenuto a comunicare. 

Da escludere anche l'ipotesi dell'assalto

Le circostanze portano ad escludere anche l'ipotesi dell'assalto durante il volo. Le cabine di pilotaggio sono ben rinforzate, inoltre a bordo sono presenti tre addetti alla sicurezza della compagnia aerea. Infine, anche nel caso che dei dirottatori riuscissero a porsi alla guida dell'aereo, per inabissarlo, difficilmente sarebbero in grado di pilotarlo, essendo, questo modello di Airbus, dotato di un sistema di controllo molto complesso.

Si indaga sulla lista dei passeggeri

Gli inquirenti stanno passando al setaccio la lista dei passeggeri, tra i quali due iracheni, un saudita, un algerino, un sudanese, un kuwaitiano e un ciadiano.

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Gli inquirenti ritengono probabile che l'ordigno sia salito a bordo a Parigi, mentre è ritenuto improbabile che fosse stato imbarcato nella stiva.

Ritrovati i primi rottami

I media egiziani, citando fonti militari, hanno reso noto che sono stati trovati alcuni rottami dell'Airbus 320, localizzati 290 km a nord delle coste di Alessandria. Insieme ad alcune parti dell'aereo, è stato rinvenuto anche un arto umano

Serviranno settimane per conoscere la verità

Ritrovare le scatole nere dell'aereo non sarà un lavoro facile. In quella zona, il Mar Mediterraneo raggiunge profondità fino a 3.000 metri. Per localizzarle, sarà usato un idrofono, uno strumento sottomarino che cattura il segnale emesso dalle scatole nere, che resterà attivo per un mese. Le operazioni di recupero sono complesse, ci vorranno settimane prima che siano disponibili le scatole nere.