Un uomo armato, venerdì 20 maggio, poco dopo le ore 15:00, si aggirava sulla E Street vicino alla Casa Bianca.Immediatamente intercettato dal corpo degli agenti segreti che gli hanno intimato l’alt e ordinato di gettare l’arma, l’uomo ha tentato la fuga ed è stato colpito al ventre.

Il sospetto è stato trasportato in un vicino ospedale per le ferite riportate che sono state definite critiche. Il Presidente Barack Obama al momento non si trovava all’ interno della Casa Bianca, presieduta dal vice Joe Biden che è stato subito messo in “sicurezza” all’ interno dell’edificio.

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L’evento ha provocato un innalzamento delle misure di sicurezza che hanno letteralmente blindato la Casa Bianca secondo le procedure previste dal protocollo fino alle ore 16. Il sospetto, la cui auto è stata ritrovata vicino al luogo della sparatoria, è stato identificato e secondo fonti ufficiali non avrebbe carichi penali a suo carico.

Le falle della Secret Agency della Casa Bianca

Non è la prima volta che la Casa Bianca risulta vulnerabile a incursioni spesso anche armate. Nel settembre del 2014 un uomo aveva varcato la recinzione della residenza presidenziale, raggiungendo l’interno del Portico Nord della Casa Bianca prima di essere bloccato.

L’uomo, armato di un coltello, risultò essere Omar J. Gonzales, un 42enne del Texas, ex veterano della guerra in Iraq. Poco dopo, in occasione dell’anniversario dei tragici fatti dell’11 settembre, un altro uomo scavalcò la recinzione del complesso presidenziale e venne arrestato. Gli episodi scatenarono numerose polemiche circa la condotta inefficiente delle guardie di sicurezza e vennero giudicati dal deputato repubblicano dello Utah Jason Chaffetz “totalmente inaccettabili”. In particolare il modus operandi dello staff degli agenti di sicurezza presidenziali si macchiò di diversi scandalosi episodi nel passato.

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Nel marzo del 2014 un agente venne trovato ubriaco dagli inservienti dell’albergo olandese dove era atteso Barack Obama e ancora prima nel 2012 tredici ufficiali e agenti vennero coinvolti in un giro di prostituzione a base di festini e alcol. Eclatante fu invece il caso in cui Obama si trovò in ascensore del Center of Desease and Control Prevention di Atlanta con il suo staff e un membro di sicurezza del palazzo che mostrò comportamenti non professionali, scattando foto al Presidente.

L’uomo risultò armato e con precedenti, violando la regola che vicino al Presidente non può esserci nessun individuo armato, eccetto i membri della Secret Agency, che in quel caso omisero un fondamentale controllo. Julia Pierson, da 30 anni capo della Secret Agency con l’arduo compito di risollevare l’immagine dello staff presidenziale, si dimise a ottobre dello stesso anno dopo le evidenti falle nel sistema di sicurezza.