Non è una storia come tante. E' la vicenda di una ragazza che si è presa una condanna a due mesi di detenzione per il contenuto della sua tesi di laurea in antropologia, incentrata sul movimento No Tav. Motivo? Concorso morale per alcuni dei reati contestati ai No Tav. Lei si chiama Roberta Chiroli e, nelle vesti di osservatrice e studentessa dell'Università Ca' Foscari di Venezia, ha partecipato tre anni fa a una manifestazione contro la Torino – Lione, per adempiere a quella necessaria parte del suo lavoro per la tesi di laurea che si chiama ricerca sul campo.

Con lei c’era anche una dottoranda in sociologia, che però è scampata alla condanna. La Chrioli, invece, è stata dichiarata colpevole dal Tribunale di Torino: lo stesso che pochi mesi fa aveva assolto lo scrittore Erri De Luca per le sue dichiarazioni pro No Tav; lo stesso in cui si è svolto il maxi processo No Tav che un anno fa produsse 47 condanne. La studentessa dell'ateneo veneto è stata incolpataper la scelta stilistica compiuta nel riportare i fatti rilevati sul campo nella stesura della sua tesi: ha usato la prima persona plurale e questo è stato ritenuto prova del reato contestato e poi tradotto in sentenza di condanna, che l’avvocato della ragazza, Valentina Colletta, ha definito “assurda”.