In tema di notifiche a mezzo posta è stata per prima la Corte di Cassazione, con la recente ordinanza n.7156/2016 che ha statuito che il D.Lgs. n. 261/1999, dopo la liberalizzazione dei servizi postali, ha continuato a riservare all’Ente Poste Italiane, gli invii raccomandati relativi alle procedure giudiziarie e amministrative. Ne consegue che la consegna e la spedizione con raccomandata, affidata ad un servizio di posta privata, devono considerarsi invalide, perché non assistite da alcuna funzione probatoria che la legge collega al concetto di “invii raccomandati”.

Tale principio è stato di recente ribadito dalla Commissione Tributaria Regionale di Bari, che con sentenza. n. 1150/2016 ha statuito che solo la notifiche del dipendente di Poste Italiane ha la stessa efficacia e validità di quella effettuate da un pubblico ufficiale. Quanto scritto sulla relata di notifica ha il valore di una prova privilegiata posto che è in grado di attestare la data e l’avvenuta consegna della lettera, anche laddove la controparte dovesse contestarle. Infatti l’unico modo per togliere il valore di prova alle dichiarazioni riportate sull’avviso di ricevimento di una raccomandata è di proporre una querela di falso.

Invalida la raccomandata inviata con il servizio di poste private

Viceversa il dipendente di un servizio di posta privata non ha il potere né di attestare la data effettiva di consegna del plico della raccomandata, né può certificare se l’impugnazione di un provvedimento fiscale viene proposta o no entro i termini di legge. Non può quindi verificarsi se è stato rispettato il termine di decadenza per la proposizione ricorso.

I giudici tributari ritengono che tutte le volte in cui viene richiesto dalla legge l’esecuzione di una notificazione, la raccomandata fa riferimento solo al servizio postale universale messo a disposizione da Poste Italiane. Pertanto l’attestazione dell’Agente postale, nella sua qualità di affidatario del servizio su base nazionale fa piena fede e non può essere sostituita da quella di postino privato.

Ai loro atti non viene riconosciuta 'presunzione di veridicità'.

Raccomandate: i codici per scoprirne il contenuto

Qualora inoltre il postino, dovesse lasciare un avviso di raccomandata, perché il destinatario in quel momento non si trova a casa è sempre possibile capirne il contenuto. Infatti se l’avviso è contenuto su di un cartoncino di colore verde, il plico non consegnato riguarderà sicuramente una multa o un atto giudiziario. Per quanto riguarda i codici, il codice della raccomandata "semplice", inizia con 12, 13 o 14.

Il codice delle multe o degli atti giudiziari inizia sempre con 76, 77, 78 o 79. Se il mittente è Equitalia i primi 3 numeri sono 670, se il mittente è l'Inps, i primi 3 numeri sono 650.

Gli enti pubblici che notificano un proprio atto, utilizzano poi i codici 608 o 609. Le banche utilizzano avvisi che iniziano con 649 o 669, se inviano le carte o i bancomat o 612 e 615 se si tratta di missive più generiche. Per essere sempre aggiornati su tali argomenti seguitemi.

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