Il 23 giugno sarà una data importante nella storia recente del Regno Unito. I cittadini di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord saranno infatti chiamati ad esprimersi sul "Brexit", la fuoriuscita del Paese dall'Unione Europea. Un referendum il cui esito era molto incerto, considerati i due schieramenti che - in base ai sondaggi - erano praticamente alla pari. Se vincesse il fronte scissionista, sono in molti a ritenere il forfait britannico come il primo passo verso la digregazione dell'Unione.

Ma il dibattito si è fin troppo inasprito ed il cammino verso il referendum si è ora macchiato di sangue con il barbaro assassinio della deputata laburista Joe Cox. Una tragedia che ha scosso la Gran Bretagna e che potrebbe avere il suo peso sulla consultazione referendaria.

Un'esecuzione in piena regola

Jo Cox era tra i parlamentari più attivi sul fronte anti-Brexit ed è stata avvicinata dal suo assassino al termine di un comizio a Birstall, vicino Leeds.

Alcune testimonianze hanno descritto l'aggressione e la successiva uccisione della 41enne parlamentare britannica come un'esecuzione in piena regola. Secondo questa versione, infatti, l'uomo avrebbe esploso numerosi colpi di arma da fuoco. Altre fronti indicano invece una colluttazione tra Jo Cox ed il killer che avrebbe estratto un coltello e l'avrebbe ferita mortalmente mentre lei cercava di difendersi.

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Cronaca Nera

Ad ogni modo l'assassino è stato individuato, si chiama Thomas Mair, 52 anni, per il quale sono scattate le manette. Quando si è scagliato sulla deputata del Partito Laburista avrebbe gridato "Britain first", prima la Gran Bretagna. Si tratta di uno slogan molto in voga tra i movimenti di estrema destra ma Thomas Mair non sarebbe un militante in tal senso. Gli investigatori sono più propensi a definirlo "uno squilibrato" ed etichettare quanto accaduto come un "fatto isolato", ma sembra una scelta dettata più dalla prudenza e dall'obiettivo di non creare allarmismi.

Un referendum dall'esito scontato?

"The sleep of reason produces monsters", il sonno della ragione crea i mostri. Le opere dei grandi artisti ispirate da illuminati pensatori sono sempre attuali, così come l'acquaforte/acquatinta realizzata da Goya liberamente ispirata alla "ragion pura" di Kant. Trasportandola a ciò che è spesso accaduto nella storia umana ed accade anche oggi, è il risultato degli effetti che toni eccessivi, pervasi da un cieco nazionalismo e becero populismo, possono causare.

L'assassinio di Jo Cox è il frutto di questi toni ma ora potrebbe trasformarsi in una sorta di letale boomerang per i sostenitori del "Brexit". Il referendum del 23 giugno sembra avviato verso un esito scontato che così scontato non era prima del tragico episodio di Birstall. Tirano un sospiro di sollievo mercati finanziari internazionali le cui perdite erano state ingenti a causa dei sondaggi che davano il Brexit in vantaggio sul "remain".

Al di là di facili propagande elettorali, dall'una e dall'altra parte, non scopriamo l'acqua calda se consideriamo il Fondo Monetario Internazionale ed i grossi gruppi bancari europei direttamente coinvolti nel referendum britannico: sarebbero i veri "danneggiati" in caso di fuoriuscita del Regno Unito dall'Unione Europea. Adesso, entrambi gli schieramenti impegnati in campagna referendaria hanno imposto il silenzio, in segno di lutto, e si ritrovano uniti a commemorare una vittima dell'odio. Probabilmente il lungo dibattito sul Brexit che ha tenuto banco in questi mesi, impegnando politici, economisti e giornalisti, si è chiuso a Birstall ed è morto insieme a Jo Cox. Lei stava mettendo in gioco la sua credibilità politica a sostegno della permanenza britannica nell'UE ed ha perso la vita. La sua fazione si ritrova con oggi una "martire" che potrebbe far vincere il referendum.

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